Accordo Ue-Ucraina, Kiev si ritira dalle trattative: “Restiamo con Mosca”

Con una mossa clamorosa ma non del tutto inattesa, il governo ucraino ha deciso di non firmare l’accordo di associazione e libero scambio con l’Unione Europea, che avrebbe dovuto essere siglato il prossimo 28 novembre a Vilnius, in Lituania: lo ha annunciato oggi il governo di Kiev, motivando la decisione con il bisogno di consolidare le relazioni commerciali con la Russia e con la nascente Unione Doganale Centroasiatica, che avrà come membri anche Kazakhstan e Bielorussia. In precedenza, la Rada (il parlamento ucraino) aveva respinto una bozza di legge che avrebbe consentito all’ex premier Julija Timoshenko, attualmente in carcere per reati finanziari, di sottoporsi a cure mediche all’estero: una condizione che Bruxelles aveva posto come fondamentale per l’accesso dell’Ucraina all’area di libero scambio comunitaria. Continua a leggere

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Elezioni in Ucraina, exit-poll: il partito di Janukovic in vantaggio

Il partito dell’attuale presidente Viktor Janukovic sarebbe in testa nelle elezioni parlamentari tenute oggi in Ucraina: secondo gli exit-poll diffusi dalla Fondazione per le Iniziative Democratiche, una delle principali Ong operanti nel paese, il Partito delle Regioni avrebbe ottenuto il 28,1% dei consensi e supererebbe di poco meno di 3,5 punti percentuali la Batkyvschyna, lo schieramento facente capo all’ex premier Julija Timoshenko, fermo al 24,7%. Buon risultato per Alleanza Democratica per le Riforme, il partito dell’ex campione di boxe Vitalij Klychko, che otterrebbe il 15,1% dei voti, seguito da Svoboda al 12,3% e Partito Comunista al 11,8%. Niente seggio per l’ex campione del Milan Andriy Shevchenko: il suo partito Avanti Ucraina non supera lo sbarramento del 5%. Bassa l’affluenza alle urne, ferma al 47%. Continua a leggere

Janukovic: “La Timoshenko ha provocato perdite miliardarie allo Stato”

Per la prima volta da quando è iniziato il braccio di ferro con l’Ue sul caso-Timoshenko, il presidente ucraino Viktor Janukovic è intervenuto sulla questione, e lo ha fatto in un’intervista rilasciata al primo canale della Tv di Stato del suo paese, durante la quale non ha risparmiato accuse all’ex premier: “Negli ultimi due anni, il bilancio statale dell’Ucraina ha registrato una perdita di 12 miliardi di dollari per via dei trattati di fornitura gas siglati da Julija Timoshenko”. Il riferimento di Janukovic era – ovviamente – al contestato accordo voluto dalla Timoshenko nel gennaio 2009, con il quale l’Ucraina accettava di acquistare gas dalla Russia ad un prezzo più che raddoppiato rispetto al passato: un atto in cui i giudici ucraini hanno rilevato un abuso di potere da parte dell’allora Primo Ministro, che è stata messa per ciò sotto accusa e successivamente condannata a sette anni di carcere. Continua a leggere

Julija Timoshenko, la nuova vittima della febbre dell’oro (blu)

Sembra passata un’era geologica dall’ultimo grande boicottaggio di una manifestazione sportiva a carattere internazionale: era il 1984 e il blocco sovietico rifiutò di partecipare ai Giochi Olimpici di Los Angeles, come risposta all’altrettanto clamoroso boicottaggio americano delle Olimpiadi di Mosca del 1980, voluto dall’allora presidente Jimmy Carter come ritorsione all’invasione sovietica dell’Afghanistan. Oggi, quasi trent’anni dopo, il fantasma del boicottaggio ricompare in Europa, quasi alle stesse latitudini di quello del 1980, ma vede stavolta fronteggiarsi la Germania e l’Ucraina, o meglio vede la donna più potente d’Europa correre in aiuto di quella che fu la donna più potente d’Ucraina: secondo quanto riferito dal settimanale Der Spiegel, il cancelliere Angela Merkel avrebbe minacciato di ritirare la nazionale tedesca dai Campionati europei di calcio, che si disputeranno tra meno di due mesi in Ucraina e Polonia, per protestare contro la detenzione dell’ex premier Julija Timoshenko, vittima di un presunto complotto politico ordito dal suo eterno rivale politico Viktor Janukovic. Continua a leggere