La Russia vivrà uno scontro generazionale, ma è nell’ordine delle cose

Vladimir PutinComincia ufficialmente il quarto mandato presidenziale di Vladimir Putin, rieletto Presidente della Federazione Russa lo scorso 18 marzo. Nell’urna gli elettori hanno scelto la continuità, e non c’erano dubbi: nessuno dei candidati che ha corso contro di lui aveva la forza politica tale da insidiarlo. E se pure Aleksej Navalnyj, escluso dalla competizione elettorale per una precedente condanna, vi fosse stato ammesso, non avrebbe creato particolari preoccupazioni, poichè il blogger anti-corruzione in termini elettorali è ben poca cosa. Colui che in Occidente è ritenuto un po’ forzatamente il principale oppositore di Putin, è in realtà una figura che elettoralmente è poca cosa, un “anti-sistema” noto non tanto per il suo progetto politico (sempre che ne abbia uno) quanto per le sue plateali azioni in diretta social (come quella di sabato, quando al suo solito si è fatto arrestare in favor di telecamera per aver indetto una manifestazione in una piazza di Mosca sebbene le autorità gliene avessero concessa un’altra): un personaggio che, come tutti quelli che dichiarano guerra al “sistema”, inevitabilmente finisce per conquistare i più giovani, che per natura sono sempre affascinati da chi vuol eliminare tutto il marcio esistente e costruire un mondo bello e colorato. Continua a leggere

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Perchè l’affermazione di Yatsenyuk in Ucraina non è una buona notizia

barroso and yatsenyukA quanto pare, gli exit poll colpiscono ancora. Nel senso che i primi dati sulle elezioni parlamentari ucraine stanno ribaltando quanto diversi sondaggi avevano diffuso domenica sera: in testa nelle preferenze degli elettori dell’ex repubblica sovietica non sarebbe la coalizione moderata legata al presidente Petro Poroshenko, bensì il Fronte Popolare, lo schieramento nazionalista guidato dal premier Arseni Yatsenyuk. Se le proiezioni venissero confermate, Yatsenyuk si aggiudicherebbe la consultazione, assestando un bel colpo al suo alleato di governo Poroshenko e ridimensionandone non poco le aspirazioni di vero leader dell’Ucraina. E pensare che queste elezioni anticipate, che servivano a dare al Paese un nuovo potere legislativo che rispecchiasse l’Ucraina nata da Piazza Maidan Continua a leggere

Ucraina, critiche dagli osservatori: “Le elezioni non sono state regolari”

Quando ormai sono stati scrutinati più del 75% dei voti, il Partito delle Regioni del presidente Viktor Janukovic è in testa nelle elezioni per il rinnovo della Camera Bassa con il 33% dei consensi, e stacca di 11 punti Batkyvšchina, il movimento d’opposizione che fa rifermento all’ex premier attualmente agli arresti Julija Timoshenko. Gli osservatori internazionali presenti in Ucraina per monitorare le elezioni politiche di domenica hanno manifestato forti dubbi sulla regolarità del voto, minata da brogli, intimidazioni e abusi che costituiscono “un passo indietro” per la democrazia. “Il popolo ucraino meritava di più da queste elezioni”, è stato il laconico commento di Andreas Gross, a capo della delegazione dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE), impegnata nelle azioni di monitoraggio ai seggi. Continua a leggere

Elezioni in Ucraina, exit-poll: il partito di Janukovic in vantaggio

Il partito dell’attuale presidente Viktor Janukovic sarebbe in testa nelle elezioni parlamentari tenute oggi in Ucraina: secondo gli exit-poll diffusi dalla Fondazione per le Iniziative Democratiche, una delle principali Ong operanti nel paese, il Partito delle Regioni avrebbe ottenuto il 28,1% dei consensi e supererebbe di poco meno di 3,5 punti percentuali la Batkyvschyna, lo schieramento facente capo all’ex premier Julija Timoshenko, fermo al 24,7%. Buon risultato per Alleanza Democratica per le Riforme, il partito dell’ex campione di boxe Vitalij Klychko, che otterrebbe il 15,1% dei voti, seguito da Svoboda al 12,3% e Partito Comunista al 11,8%. Niente seggio per l’ex campione del Milan Andriy Shevchenko: il suo partito Avanti Ucraina non supera lo sbarramento del 5%. Bassa l’affluenza alle urne, ferma al 47%. Continua a leggere