Perchè l’affermazione di Yatsenyuk in Ucraina non è una buona notizia

barroso and yatsenyukA quanto pare, gli exit poll colpiscono ancora. Nel senso che i primi dati sulle elezioni parlamentari ucraine stanno ribaltando quanto diversi sondaggi avevano diffuso domenica sera: in testa nelle preferenze degli elettori dell’ex repubblica sovietica non sarebbe la coalizione moderata legata al presidente Petro Poroshenko, bensì il Fronte Popolare, lo schieramento nazionalista guidato dal premier Arseni Yatsenyuk. Se le proiezioni venissero confermate, Yatsenyuk si aggiudicherebbe la consultazione, assestando un bel colpo al suo alleato di governo Poroshenko e ridimensionandone non poco le aspirazioni di vero leader dell’Ucraina. E pensare che queste elezioni anticipate, che servivano a dare al Paese un nuovo potere legislativo che rispecchiasse l’Ucraina nata da Piazza Maidan Continua a leggere

Ucraina, critiche dagli osservatori: “Le elezioni non sono state regolari”

Quando ormai sono stati scrutinati più del 75% dei voti, il Partito delle Regioni del presidente Viktor Janukovic è in testa nelle elezioni per il rinnovo della Camera Bassa con il 33% dei consensi, e stacca di 11 punti Batkyvšchina, il movimento d’opposizione che fa rifermento all’ex premier attualmente agli arresti Julija Timoshenko. Gli osservatori internazionali presenti in Ucraina per monitorare le elezioni politiche di domenica hanno manifestato forti dubbi sulla regolarità del voto, minata da brogli, intimidazioni e abusi che costituiscono “un passo indietro” per la democrazia. “Il popolo ucraino meritava di più da queste elezioni”, è stato il laconico commento di Andreas Gross, a capo della delegazione dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE), impegnata nelle azioni di monitoraggio ai seggi. Continua a leggere

Elezioni in Ucraina, exit-poll: il partito di Janukovic in vantaggio

Il partito dell’attuale presidente Viktor Janukovic sarebbe in testa nelle elezioni parlamentari tenute oggi in Ucraina: secondo gli exit-poll diffusi dalla Fondazione per le Iniziative Democratiche, una delle principali Ong operanti nel paese, il Partito delle Regioni avrebbe ottenuto il 28,1% dei consensi e supererebbe di poco meno di 3,5 punti percentuali la Batkyvschyna, lo schieramento facente capo all’ex premier Julija Timoshenko, fermo al 24,7%. Buon risultato per Alleanza Democratica per le Riforme, il partito dell’ex campione di boxe Vitalij Klychko, che otterrebbe il 15,1% dei voti, seguito da Svoboda al 12,3% e Partito Comunista al 11,8%. Niente seggio per l’ex campione del Milan Andriy Shevchenko: il suo partito Avanti Ucraina non supera lo sbarramento del 5%. Bassa l’affluenza alle urne, ferma al 47%. Continua a leggere

Election Day in Russia: si torna all’elezione diretta dei governatori

Domenica elettorale in Russia, dove oggi 22 milioni di elettori sono stati chiamati alle urne per eleggere 4.814 amministratori locali in 77 delle 83 regioni che compongono la Federazione, tra cui i governatori delle regioni dell’Amur, di Brjansk, di Rjazan, di Belgorod e di Novgorod, i primi ad essere nuovamente scelti con il voto popolare e non nominati dal Cremlino. Merito di una riforma introdotta da Dmitrj Medvedev che, per placare le proteste seguite alle contestate elezioni parlamentari di dicembre 2011, ad inizio anno ha ripristinato l’elezione diretta dei governatori regionali, soppressa  da Putin nel 2004 come misura straordinaria dopo la strage terrorista di Beslan. L’importanza della consultazione è dovuta anche alla presenza nelle varie liste di candidati rappresentanti ben 26 partiti, un numero di gran lunga superiore a quello delle precedenti consultazioni: merito della recente riforma, che facilitando notevolmente la registrazione di nuovi partiti, che ha comportato la nascita di decine di nuove forze politiche. Continua a leggere