Juncker stronca l’Ucraina: «Entrerà nell’Ue tra più di vent’anni»

junckerL’Ucraina non avrà la possibilità di entrare nell’Ue o nella NATO per almeno un’altra ventina d’anni, parola di Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Europea, mica uno qualunque. Frasi che suonano come una doccia fredda sul presidente ucraino Poroshenko e sul premier Yatsenyuk: di sicuro a Kiev l’impatto politico di queste dichiarazioni sarà forte. «In conclusione, l’Ucraina potrà diventare membro dell’Unione Europea e della NATO non prima dei prossimi 20-25 anni» ha dichiarato Juncker dall’Aja, parlando a proposito del referendum indetto per il prossimo aprile dall’Olanda sulla ratifica dell’accordo di libero scambio tra l’Ue e l’Ucraina, formalmente in vigore da inizio 2016. Continua a leggere

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Motivazioni politiche (più che militari) nello scontro Turchia-Russia in Siria

Aerei militari turchiIn attesa di capire come siano andate le cose al confine tra Siria e Turchia, dove oggi due F-16 dell’aviazione turca hanno abbattutto un Sukhoi SU-24 russo, quanto accaduto lascia spazio a prime riflessioni. Innanzitutto, era necessaria questa azione di guerra tra la NATO e la Russia? Militarmente parlando, assolutamente no: il jet russo colpito non minacciava direttamente la sicurezza della Turchia, che in qualità di membro dell’Alleanza Atlantica dovrebbe stare dalla parte della (sfilacciata) coalizione anti-ISIS, specie dopo che il G-20 di Antalya sembrava aver sancito una sorta di cooperazione tra le forze impegnate contro il Daesh, con scambio di informazioni strategiche e un maggior coordinamento degli attacchi. Oltretutto, dai tracciati radar forniti da Ankara, lo sconfinamento russo sarebbe avvenuto per non oltre 2 chilometri: considerata la velocità a cui si muoveva il Sukhoi in quel momento, lo spazio aereo turco sarebbe stato attraversato per non più di 20 secondi, mentre lo Stato Maggiore di Ankara ha parlato di un’ azione durata cinque minuti con dieci tentativi di dissuasione. Continua a leggere

«Troppe tensioni NATO-Russia, cresce il rischio di una guerra in Europa»

Russian_naval_forcesIl consistente aumento di esercitazioni militari da parte della NATO e della Russia rende molto più probabili i rischi di un incidente che possa portare ad un conflitto in Europa, considerato anche il crescente impiego di mezzi bellici sempre più potenti e sofisticati da ambo le parti. L’allarme arriva da Ian Kearns, direttore di European Leadership Network, think tank con base a Londra specializzato in relazioni internazionali: intervistato dalla Associated Press, Kearnes ritiene questi “giochi di guerra” forieiri di un clima di reciproca sfiducia tra i due schieramenti, che in questo modo rischiano seriamente di venire in contatto, con conseguenze  facilmente ipotizzabili. Kearns è uno dei coautori di uno studio che ha esaminato nei dettagli due esercitazioni militari tenute quest’anno rispettivamente dall’Alleanza Atlantica e dalla Russia Continua a leggere

L’errato approccio alla crisi ucraina che ha provocato l’escalation nel Donbass

Ukraine_EUIn attesa di capire se il piano di pace per l’Ucraina concordato a Minsk funzionerà o si risolverà in un nulla di fatto, è giocoforza in questi frangenti che si apra il dibattito su chi ha vinto e chi ha perso dalla crisi che ha insanguinato la repubblica ex sovietica nell’ultimo anno. È difficile parlare di vittoria quando di mezzo c’è una guerra che ha spezzato migliaia di vite umane, distrutto villaggi e città, ridotto in miseria intere comunità. Nella guerra d’Ucraina, comunque si concluda, ci hanno perso tutti, che siano essi combattenti, loro alleati e padrini politici. Non è una frase fatta, è realtà dei fatti. La prima a perderci è stata ovviamente la stessa Ucraina, intesa come comunità-Stato: divisa oggi come mai in passato, è destinata a diventare un nuovo Kosovo o una nuova Bosnia, ovvero un insieme di popoli che si detestano raccolti all’interno di comuni confini.
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