Ucraina, quanto vale l’annuncio delle dimissioni di Yatsenyuk

YatsenyukArsenij Yatsenyuk, uno dei leader della rivolta nazionalista del 2014 che depose il presidente eletto Viktor Yanukovic, si è dimesso due giorni fa da Primo Ministro dell’Ucraina, denunciando la presenza nel Paese di “forze oscure” che tramano contro di lui e gli impediscono di attuare le riforme necessarie all’integrazione del Paese con il mercato Ue. Il lungo braccio di ferro con il presidente Petro Poroshenko è dunque all’epilogo? Nell’annunciare le sue dimissioni, Yatsenyuk è parso rivolgersi proprio al capo dello Stato: tra i due non è mai corso buon sangue, ma la situazione è precipitata a partire dallo scorso febbraio, quando gli esponenti del partito del presidente hanno accusato il premier di aver svolto un lavoro pessimo, e hanno appoggiato una mozione di sfiducia per far cadere il governo, respinta dai deputati della Verkhovna Rada, il parlamento ucraino. Molto probabilmente a dare il colpo di grazia al traballante esecutivo ci hanno pesato gli esiti del referendum olandese, che ha bocciato di fatto l’accordo con l’Ue per l’ingresso di Kiev nell’Area di libero scambio europea Continua a leggere

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Turchia e Ucraina, l’Asse del Mar Nero in chiave anti-Russia

Poroshenko con Erdogan (Facebook - Presidency of the Republic of Turkey))Rispettando in pieno il detto “Il nemico del mio nemico è mio amico”, nelle ultime settimane è andato aumentando il feeling tra i governi ucraino e turco, i cui rapporti con la Russia sono per entrambi ai minimi storici: il vertice tra Erdogan e Poroshenko di inizio marzo ha visto la firma di importanti accordi economici, riguardanti nello specifico la cooperazione in campo energetico e la vendita delle miniere di carbone ucraine alla Turchia. Ma quando il presidente ucraino ha ringraziato il suo omologo turco per essersi schierato a favore dell’integrità territoriale del suo Paese, la nascita ufficiale di una partnership politica e militare tra Ankara e Kiev contro il nemico comune Putin è divenuta palese. Il rovesciamento del presidente eletto Yanukovic con la rivolta di Euromaidan, è risaputo, ha portato Russia e Ucraina ad un braccio di ferro sul Donbass russofono, che però aveva avuto un prologo con la decisione della Crimea di staccarsi con un plebiscito da Kiev per diventare parte della Federazione Russa, evento che aveva suscitato non poche preoccupazioni ad Ankara per il rafforzamento della presenza militare-navale russa sulle rive del Mar Nero. Continua a leggere

Poroshenko & Saakashvili tentano la Rivoluzione “colorata” a Odessa?

Poroshenko con SaakashviliSi dice che il lupo perde il pelo ma non il vizio, e in questo caso a non perdere il vizio sono Petro Poroshenko, Presidente della Repubblica d’Ucraina, e il suo fido amico e collaboratore, nonchè ex presidente della Georgia ed attuale governatore della oblast’ di Odessa Mikheil Saakashvili: i due sono legati dal forte sentimento antirusso e soprattutto dalla comune esperienza delle Rivoluzioni “colorate” del 2003 in Georgia e del 2004 in Ucraina, di cui sono politicamente figli, tanto che pare abbiano deciso di rinverdirne i fasti sulle rive del Mar Nero. Il Presidente & il Governatore in settimana hanno infatti organizzato a Odessa una manifestazione di protesta per denunciare (presunti) brogli e irregolarità che avrebbero condizionato l’esito delle elezioni amministrative di domenica scorsa, validate invece dagli osservatori dell’Osce e conclusesi nella città portuale ucraina con una debacle per il Blocco Poroshenko, il cui candidato, Sasha Borovik, ha ottenuto appena il 25,7% dei voti contro il 52,9% del sindaco uscente, il russofono Gennadi Trukhanov. Continua a leggere

Poroshenko, svolta a 180°: «La deposizione di Yanukovic fu illegittima»

Petro PoroshenkoIl presidente ucraino Petro Poroshenko si è appellato alla Corte Costituzionale dell’Ucraina affinchè riconosca l’illegittimità della deposizione del suo predecessore Viktor Yanukovic, estromesso dal potere dopo la rivolta di Euromaidan del febbraio 2014 guidata dall’attuale premier Arsenij Yatsenyuk e da forze nazionaliste ed eversive. «Chiedo alla Corte di riconoscere come incostutuzionale la “Legge sulla rimozione del titolo di Presidente nei confronti di Viktor Yanukovic”», si legge in un post apparso sul sito web della Suprema Corte ucraina. Secondo Poroshenko, quella norma violerebbe la Costituzione, in base alla quale il Presidente della Repubblica è protetto dalla Legge ed il suo titolo rimane collegato a lui per sempre. Dunque, per l’attuale Capo dello Stato, nel febbraio 2014 il Parlamento ucraino commise una violazione costituzionale sancendo la deposizione di Yanukovic, legittimamente eletto nel 2010. Continua a leggere