I gasdotti TAP e Turkish Stream: coesistenza pacifica o guerra energetica?

GasdottoNel giro di poche settimane il costruendo gasdotto Turkish Stream è diventato oggetto di numerosi dibattiti, sia sui giornali che in ambienti finanziari e soprattutto politici: il progetto, che sulle ceneri del defunto South Stream avrebbe la funzione di trasportare il gas russo in Europa attraverso la Turchia, ha già fruttato alla Grecia un memorandum d’intesa con la Russia, finalizzato alla realizzazione del prolungamento di Turkish Stream sul territorio ellenico. Ma tra i membri dell’Ue non è solo Atene a flirtare con il gas russo. Anche la Bulgaria ha proposto di costruire un “braccio” che colleghi il gasdotto turco-russo al proprio territorio, e ciò è sorprendente, considerato che ad affondare il progetto russo del South Stream furono proprio i cavilli burocratici con cui Sofia, di fatto, impedì lo sbarco delle tubature dal Mar Nero sulle sue coste.

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Dalla guerra delle sanzioni tra Ue e Russia gode l’Azerbaijan

gas-flameChi prenderà il posto di Mosca come fornitore di gas dell’Europa? I giorni immediatamente successivi allo stop imposto da Mosca alla costruzione del gasdotto South Stream, forse la più grave delle conseguenze del braccio di ferro tra Russia e Ue, sono stati caratterizzati da un susseguirsi di domande come questa, la cui risposta è sembrata essere univoca: l’Azerbaijan. Il rapporto tra Bruxelles e Baku non è mai stato idilliaco, per vicende sia storiche che d’attualità riguardanti il vicino armeno, ma anche per questioni relative al pugno di ferro con cui il presidente Aliev guida il Paese da più di dieci anni: ma considerate le temperature polari che il termometro euro-russo segna da un po’, i governi europei sembrano aver compreso la necessità di avvalersi delle risorse energetiche del Mar Caspio, per evitare che quel “grande freddo” si sposti dalla metafora politica alla cruda realtà. Continua a leggere

Putin chiude il gasdotto South Stream: «Non conviene più costruirlo»

GasdottoLa Russia non è in grado di continuare la realizzazione del progetto del gasdotto South Stream nelle condizioni attuali: la dichiarazione di Vladimir Putin, rilasciata ieri in conferenza stampa ad Ankara, ha avuto il potere devastante di una bomba. Il leader russo ha accusato l’Ue di boicottare il gioiello della Gazprom tirando in ballo un conflitto d’interesse, per Mosca inesistente: Bruxelles ritiene che il progetto ha violi il Terzo Pacchetto Energia dell’Unione Europea, perché con South Stream la Gazprom sarebbe contemporaneamente produttrice di gas e proprietaria dell’infrastruttura in cui il gas viene trasportato, ma Mosca insiste che la costruzione del gasdotto non va contro le norme comunitarie. «Tenendo conto della posizione della Commissione Europea e che per questo ancora non abbiamo ricevuto i necessari permessi dalla Bulgaria (primo Paese Ue ad essere attraversato dalle condotte, ndr), pensiamo che la Russia non sia in grado di continuare la realizzazione di questo progetto a queste condizioni Continua a leggere

L’ambasciatore russo a Roma: “Se l’Ue blocca South Stream fa danni a se stessa”

GasdottoOgni tentativo di bloccare il progetto del gasdotto South Stream potrebbe ritorcersi contro gli interessi economici dei Paesi Ue: è questa l’opinione espressa dall’ambasciatore della Federazione Russa in Italia Sergej Razov, in un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa Rossija Segodnia (l’ex RIA Novosti). “Riteniamo che le basi legali siano già state poste, e che il progetto possa essere in ogni caso realizzato – ha dichiarato Razov – . I tentativi di bloccarlo appaiono come ingerenze nelle giurisdizioni nazionali e negli interessi economici dei membri Ue”.  La costruzione di South Stream si colloca tra i principali interessi dell’Europa balcanica e di quella meridionale, ha ribadito il diplomatico russo, sottolineando anche come siano “fuori logica” le recenti dichiarazioni della Commissione Europea, secondo cui South Stream debba essere soggetto al Terzo Pacchetto Energia dell’Ue. Continua a leggere