Kazakhstan, agguato a giornalista critico verso il governo

Ancora un atto intimidatorio verso la libertà di stampa nell’ex Urss: il giornalista kazako Lupkan Akhmedjarov, che attraverso il suo giornale Ural’skaja Nedelja aveva denunciato la violenta repressione del governo contro gli scioperi nella città petrolifera di Zhanaozen, è stato aggredito ieri pomeriggio da cinque uomini che lo aspettavano fuori della sua casa di Uralsk, nel Kazakhstan occidentale: Akhmadjarov ha riportato gravi ferite da arma da taglio alla schiena e allo stomaco, ed ematomi su tutto il corpo, dovuti alle percosse subite. Trasportato in ospedale, il giornalista è stato sottoposto ad un intervento chirurgico durato tre ore: le sue condizioni, comunica l’Ural’skaja Nedelja, sono definite serie ma stabili, grazie al fatto che le coltellate degli aggressori non hanno colpito gli organi vitali e le arterie. Continua a leggere

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Assassinio Politkovskaja, il killer era una donna?

Anna Politkovskaja

Le indagini per l’assassinio di Anna Politkovskaja rischiano seriamente di ripartire da zero: il legale di Rustam Makhmudov, il ceceno in carcere con l’accusa di aver materialmente compiuto il delitto, ha annunciato che il DNA ritrovato sulla pistola usata per uccidere la giornalista della Novaja Gazeta non apparterrebbe al suo assistito. La prova sarebbe contenuta in un referto, non ancora reso pubblico, stilato dagli esperti del Centro per gli Esami Forensi del Ministero della Giustizia (una sorta del nostro RIS): dalle analisi emergerebbe infatti che il DNA estratto da tracce di sudore Continua a leggere

Giornalista del “Kommersant” aggredito a Mosca

Oleg Kashin (Fonte:Kommersant.ru)

Nuovo grave atto di intimidazione verso un rappresentante dei media in Russia. Oleg Kashin, trentenne giornalista del quotidiano economico Kommersant, è stato aggredito e picchiato a sangue questa notte nel centro di Mosca: ora si trova ricoverato in  un ospedale della capitale in terapia intensiva, con fratture alla mandibola, alle dita e alle gambe.
Non ci sono dubbi che si sia trattato di un’aggressione legata alle attività giornalistiche di Kashin: quando è stato soccorso, l’uomo aveva ancora con sè il cellulare e il portafogli con denaro, documenti e carte di credito, cosa che esclude a priori l’ipotesi di una rapina finita male. Inoltre, il quotidiano on-line Gazeta.ru riferisce che un testimone avrebbe visto due persone attendere Kashin sotto casa, per poi aggredirlo.
Anche il redattore-capo del Kommersant, Michail Michailin, sembra non aver dubbi sulla natura dell’attacco: “E’ evidente che chi ha fatto ciò non gradiva ciò che Oleg scriveva”.

Kashin, che si occupa di politica e temi sociali, aveva recentemente affrontato la spinosa questione della foresta di Khimki, polmone verde della regione moscovita attraverso cui sarebbe dovuta passare l’autostrada Mosca-San Pietroburgo, fortissimamente voluta dall’ex sindaco della capitale Jurij Luzhkov, i cui lavori, contestati dagli ambientalisti, sono stati però bloccati da un decreto del presidente Medvedev.
L’allontanarsi dei lavori per la nuova autostrada, su cui avevano già messo gli occhi numerosi “palazzinari” legati al sindaco e a sua moglie, l’imprenditrice Elena Baturina, aveva portato ad un duro scontro tra il presidente russo e Luzhkov, conclusosi con il siluramento di quest’ultimo da parte del Cremlino.
Il fatto che numerosi attivisti che nei mesi recenti hanno contestato la realizzazione dell’opera siano stati vittime di aggressioni, lascia ipotizzare che anche il ferimento di Kashin sia legato a questa questione.

Proteste contro l'aggressione a Oleg Kashin (Fonte: Reuters)

Sdegno per quanto capitato al loro collega è stata espresso dai rappresentanti della stampa russa. Nel pomeriggio di oggi un gruppo di giornalisti ha tenuto una manifestazione spontanea sotto la sede centrale della polizia di Mosca, per chiedere un’approfondita indagine sull’accaduto.
Circa una cinquantina di manifestanti issava cartelli con la scritta:” Il giornalista Oleg Kashin è stato aggredito. Chiedo che  i mandanti e gli esecutori vengano subito trovati”.

Anche il presidente Medvedev si è immediatamente attivato presso il Procuratore generale Chaika ed il ministro dell’Interno Nurgalijev, ordinando l’apertura di un inchiesta. In un post pubblicato sul suo blog, Medvedev chiede che i responsabili vengano arrestati e assicurati alla giustizia.

Il Kommersant è il principale quotidiano economico russo, e fa parte dell’impero editoriale del magnate dei media Alisher Usmanov, ricchissimo “oligarca” che però è sempre sembrato avere buoni rapporti con il potere russo. Per lo meno fino a ieri.

Vedi anche:
Anna Politkovskaja: il ricordo quattro anni dopo la morte
“Alcuni giornali stanno dalla parte dei terroristi”

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Human Rights Watch: pressioni sui media azeri

Il presidente azero Aliev (AP Photo)

Picchiati, messi al bando e dietro le sbarre: lo spazio scomparso della libertà di espressione in Azerbaijan” è il titolo esplosivo dell’ultimo rapporto di Human Right Watch sulla repubblica caucasica, che il prossimo 7 novembre è chiamata alle urne per le elezioni parlamentari.
In 94 pagine, l’Organizzazione che si occupa di monitorare il rispetto dei diritti umani nel mondo ha denunciato l’utilizzo di “leggi criminali” e violenti attacchi da parte del governo azero per mettere a tacere i giornalisti dissidenti, con l’evidente obiettivo di minare la legittimità della prossima consultazione elettorale.

Human Right Watch infatti sottolinea come gli arresti e i bavagli alla stampa, oltre ad aver spinto nove giornalisti a chiedere asilo politico all’estero dal 2007, avranno come risultato quello di impedire un voto libero e onesto.

Sebbene in Azerbaijan la censura sia stata abolita nel 1998, il governo di Baku ha messo in atto nuovi sistemi per fermare le notizie scomode al presidente Aliev: il Rapporto descrive come un giro di vite sia stato imposto sulla divulgazione di filmati e registrazioni audio, che oggi devono necessariamente essere autorizzati dai soggetti ripresi nei filmati o nelle registrazioni, e come molte radio estere abbiano visto le loro frequenze in FM bloccate.