Janukovic: “La Timoshenko ha provocato perdite miliardarie allo Stato”

Per la prima volta da quando è iniziato il braccio di ferro con l’Ue sul caso-Timoshenko, il presidente ucraino Viktor Janukovic è intervenuto sulla questione, e lo ha fatto in un’intervista rilasciata al primo canale della Tv di Stato del suo paese, durante la quale non ha risparmiato accuse all’ex premier: “Negli ultimi due anni, il bilancio statale dell’Ucraina ha registrato una perdita di 12 miliardi di dollari per via dei trattati di fornitura gas siglati da Julija Timoshenko”. Il riferimento di Janukovic era – ovviamente – al contestato accordo voluto dalla Timoshenko nel gennaio 2009, con il quale l’Ucraina accettava di acquistare gas dalla Russia ad un prezzo più che raddoppiato rispetto al passato: un atto in cui i giudici ucraini hanno rilevato un abuso di potere da parte dell’allora Primo Ministro, che è stata messa per ciò sotto accusa e successivamente condannata a sette anni di carcere. Secondo la Procura Generale ucraina, la Timoshenko avrebbe forzato la firma di tale trattato per ottenere dai russi la distruzione di compromettenti documenti in loro possesso, riguardanti tangenti versate durante la sua carriera di imprenditrice nella compravendita di idrocarburi.

“Il prezzo del gas che paghiamo oggi alla Russia è il più alto d’Europa, – ha esordito Janukovic – perchè con i costi di trasporto e altre spese raggiunge i 620 dollari per ogni 1000 metri cubi: un prezzo improponibile per famiglie e imprese. Dobbiamo perciò cercare di trovare un’alternativa alle forniture russe, pur confermando il ruolo di Mosca come nostro partner strategico”. Un atteggiamento ambiguo quello del presidente ucraino, che sottolinea di non voler rompere in alcun modo i rapporti commerciali con la Russia ma contemporaneamente ribadisce il suo impegno per un’integrazione europea del suo Paese.

Janukovic è sembrato preoccupato per le chiusure dell’Ue verso l’Ucraina per via della questione Timoshenko, e ha cercato di rasserenare il clima tirando in ballo un tema come le forniture energetiche, diventato ultimamente spinoso per via dei ritardi nell’avvio dei lavori per il gasdotto comunitario Nabucco, che dovrebbe trasportare gas dal Medioriente fin nel cuore dell’Ue. E se veramente Janukovic vuol tagliare il cordone ombelicale energetico che lega Kiev a Mosca, proprio un futuro accordo di fornitura con l’Europa potrebbe rassererenare il clima con Bruxelles. Ma le incognite restano due: quando ciò sarà fattibile, visto che i lavori di costruzione di Nabucco tardano a partire, e come il Cremlino reagirebbe dinanzi ad un simile strappo.


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