Ucraina, il rischioso gioco d’equilibrio di Yanukovic tra Mosca e Bruxelles

janukovicCosa sta succedendo in Ucraina? Da giorni i media italiani trasmettono immagini di manifestazioni, proteste e scontri nella capitale dell’ex repubblica sovietica, ed è alquanto difficile per i non addetti ai lavori capire cosa stia accadendo. Anche perchè l’inizio di questa crisi è stato letteralmente snobbato dalle nostre televisioni, concentrate più sui guai giudiziari di Berlusconi che su altro. Cerchiamo di capire meglio questa situazione, che si carica di tensione ogni giorno di più. L’Ucraina avrebbe dovuto firmare il 28 novembre scorso un accordo di libero scambio con l’Unione Europea: non un’adesione all’Ue, ma il conseguimento di uno status privilegiato di cui oggi dispongono paesi come Giordania, Tunisia, Sudafrica, Algeria, Marocco, Cile and Messico. Una mossa che, nei piani dell’ambiguo presidente Viktor Yanukovic, avrebbe dovuto rilanciare la debole economia nazionale e dargli una concreta occasione di rielezione alle Presidenziali del 2015. Continua a leggere

Accordo Ue-Ucraina, Kiev si ritira dalle trattative: “Restiamo con Mosca”

Con una mossa clamorosa ma non del tutto inattesa, il governo ucraino ha deciso di non firmare l’accordo di associazione e libero scambio con l’Unione Europea, che avrebbe dovuto essere siglato il prossimo 28 novembre a Vilnius, in Lituania: lo ha annunciato oggi il governo di Kiev, motivando la decisione con il bisogno di consolidare le relazioni commerciali con la Russia e con la nascente Unione Doganale Centroasiatica, che avrà come membri anche Kazakhstan e Bielorussia. In precedenza, la Rada (il parlamento ucraino) aveva respinto una bozza di legge che avrebbe consentito all’ex premier Julija Timoshenko, attualmente in carcere per reati finanziari, di sottoporsi a cure mediche all’estero: una condizione che Bruxelles aveva posto come fondamentale per l’accesso dell’Ucraina all’area di libero scambio comunitaria. Continua a leggere

Caso Timoshenko, il premier Azarov “persona non gradita” in Ue

Le tensioni sull’affaire Timoshenko continuano a far registrare temperature alte nelle relazioni tra l’Ue e Kiev: il premier ucraino Mykola Azarov, che avrebbe dovuto recarsi al vertice del Consiglio di Cooperazione Ue-Ucraina del prossimo 15 maggio a Bruxelles, avrebbe ricevuto lo stop dal presidente del Consiglio d’Europa Herman Van Rompuy: secondo quanto riportato da Euronews, ieri Van Rompuy avrebbe chiesto al Primo Ministro ucraino, a nome dei paesi-membri dell’Ue, di non presenziare al vertice. “Il nostro vuole essere un segnale forte su come l’Ucraina sta trattando Julia Timoshenko:  in modo inaccettabile. E lo abbiamo detto chiaramente al presidente Janukovic”, ha dichiarato l’alto esponente di spicco della politica europea. Van Rompuy ha specificato inoltre che raccoglierà l’appello del Cancelliere tedesco Angela Merkel, e quindi non si recherà in Ucraina per presenziare alle gare di Euro 2012 Continua a leggere

“No al Russo tra le lingue ufficiali in Ucraina”

Julija Timoshenko

L'ex premier Julija Timoshenko

L’ex premier ucraino Julija Timoshenko ha dichiarato guerra all’ipotesi che il Russo possa diventare una delle lingue ufficiali in Ucraina: “Ci opporremo all’introduzione del Russo come seconda lingua ufficiale nazionale”.
“Io stessa sono di madrelingua russa – ha specificato la Timoshenko – eppure non mi ha mai creato problemi il fatto che l’Ucraino sia la sola lingua ufficiale del mio paese”.

Il problema nasce da una legge proposta dal governo che lascerebbe l’Ucraino come lingua ufficiale, ma rimuoverebbe tutte le restrizioni all’utilizzo in atti ufficiali del Russo e di altri idiomi in uso presso altre minoranze etniche, come quelle romena, bulgara ed ungherese: in questo modo, queste ultime potrebbero di fatto utilizzare la loro lingua, a cui verrebbe conferito uno status  “regionale”, negli atti ufficiali.

Gli oppositori di tale riforma sostengono che si tratti solo di un sistema per agevolare sia il presidente Viktor Janukovic (che a febbraio sconfisse proprio la Timoshenko alle Presidenziali) che il premier Nikolaj Azarov: entrambi di madrelingua russa, sono accusati di guidare una nazione di cui non conoscono nemmeno la lingua. Ed in effetti, i due nei discorsi ufficiali parlano esclusivamente in russo.