Sanzioni Ue, Mosca corre ai ripari e inietta capitali pubblici in Rosneft

Silos RosneftIl gigante petrolifero statale russo Rosneft, che l’Ue ha fatto oggetto delle ultime sanzioni legate alla crisi ucraina, potrebbe richiedere liquidità aggiuntiva ad un Fondo sovrano istituito nel 2008 dal Ministero dell’Economia a supporto del sistema pensionistico nazionale: lo ha annunciato il vicepremier russo Arkadij Dvorkovič, già consigliere economico del Cremlino, aggiungendo che il governo ha approvato in toto il programma d’investimento della compagnia energetica. L’annuncio equivale alla prima contromossa russa al nuovo pacchetto di sanzioni che l’Ue ha varato il 12 settembre scorso, e che per la prima volta dall’inizio del braccio di ferro tra Mosca, Washington e Bruxelles va a colpire alcune grandi corporation russe (tra cui appunto Rosneft) dal punto di vista economico: le ultime misure infatti restringono l’accesso di gruppi energetici e finanziari a partecipazione pubblica al mercato dei capitali europeo e americano, impedendo loro quindi di disporre nel prossimo futuro di capitali freschi. Continua a leggere

Ue-Russia: Schulz difende le sanzioni, ma teme impatti sull’economia

Martin SchulzLe sanzioni economiche contro la Russia rischiano di avere conseguenze molto serie per i membri dell’Unione Europea: è la perplessità espressa dal candidato socialista alla presidenza Ue Martin Schulz in un’intervista rilasciata la scorsa settimana al quotidiano francese Le Parisien. “Dovremo preparare i cittadini all’idea che tali sanzioni avranno purtroppo un impatto anche sulla nostra economia, che andranno dall’aumento delle tariffe energetiche fino al blocco degli investimenti europei in Russia”, ha dichiarato l’attuale speaker dell’Europarlamento ed esponente della SPD tedesca. Schulz tuttavia respinge l’idea che l’Europa abbia incendiato le polveri in Ucraina, anzi ne difende la presa di posizione nei confronti di Mosca: “Possiamo dare la colpa all’Europa se l’ex presidente Yanukovic, sotto la pressione russa, ha rifiutato l’accordo di adesione che l’Ue gli aveva proposto? Continua a leggere

Khodorkovskij via Facebook: “Grazie a coloro che hanno combattuto per me”

khodorkovsky_Mikhail Khodorkovskij, l’ex petroliere scarcerato oggi dopo che Putin ieri aveva firmato la sua grazia, ha rilasciato la sua prima dichiarazione da uomo libero tramite il suo sito web e la sua pagina Facebook. L’ex numero uno del colosso petrolifero Yukos ha voluto ringraziare tutti i suoi sostenitori che in questi dieci anni hanno abbracciato la causa della sua liberazione:  “Vorrei ringraziare tutti quelli che hanno seguito le vicende giudiziarie di Yukos per il loro supporto, che hanno mostrato nei confronti miei, della mia famiglia e dei tanti che sono stati ingiustamente imprigionati e continuano ad essere perseguitati. Continuerò costantemente a pensare a coloro che sono ancora in prigione. I miei ringraziamenti più sentiti vanno al signor Hans-Dietrich Genscher (l’ex ministro degli Esteri tedesco, ndr) per la sua personale partecipazione alle mie vicissitudini“. Colui che prima di finire dietro le sbarre era l’uomo più ricco di Russia ha voluto anche chiarire il “giallo” della presentazione della richiesta di grazia, che in un primo momento era stata smentita dai suoi legali: “E’ vero, l’ho presentata il 12 novembre scorso e sono contento che sia stata accolta. L’ho fatto per motivi familiari”. Continua a leggere

L’Artico è zona militare ma la Russia non è pronta ad un’eventuale guerra

Artico russoSalvo colpi di scena dell’ultimo minuto, il caso dei trenta attivisti di Greenpeace, arrestati a settembre dalla polizia russa per aver aver tentato di assaltare una piattaforma petrolifera di Mosca nell’Artico, starebbe per giungere in queste ore ad una svolta: un gruppo di nove militanti potrebbe essere scarcerato a breve dietro il pagamento di una cauzione di circa 55mila euro, il che lascerebbe sperare in un ulteriore ammorbidimento delle autorità russe nei confronti dei restanti ventuno arrestati. La grande copertura mediatica che ha ricevuto la vicenda si è – giustamente – concentrata sull’aspetto umano, ovvero sulla detenzione degli attivisti, di cui sono state raccontate storie e imprese. Una descrizione “minimalista”, che però, proprio perchè tale, non è riuscita a collocare l’azione all’interno del più ampio contesto economico e militare che oggi è l’Artico. Continua a leggere