Se Euromaidan aleggia sul triangolo Bruxelles-Minsk-Mosca

Alexander_Lukashenko_2014Com’era prevedibile, i ministri degli Esteri dell’Unione Europea hanno deciso di rendere definitiva la rimozione delle sanzioni politiche ed economiche contro la Bielorussia: a fine mese terminerà il “periodo di prova” di quattro mesi durante i quali i presidente Aleksandr Lukashenko e diversi funzionari hanno visto revocati nei loro confronti gli status di persona non grata in vigore dal 2011, e salvo ripensamenti (improbabili) dell’ultim’ora, il nome del leader bielorusso verrà rimosso dalla black-list di oltre 240 nomi di alti funzionari e organizzazioni economiche, assieme a quello di altri 170 uomini d’apparato e di tre aziende. Non che Lukashenko abbia avviato chissà quali riforme democratiche per meritarsi il plauso dell’Ue: i rapporti tra governo e oppositori non è mutato più di tanto rispetto a cinque anni fa. Ciò che è mutato è invece il ruolo della Bielorussia nello scacchiere euro-orientale. Cinque anni fa non c’era ancora l’Ucraina a dividere Mosca dall’Occidente: oggi queste tensioni fanno la differenza, tanto che nel progetto euroamericano di creare un cordone sanitario intorno a Putin Minsk ora è un tassello strategico. Continua a leggere

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Ue-Russia, così il Parlamento Europeo getta benzina sul fuoco

Polonia ed UeCon 472 voti a favore e 79 contrari, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che vincola la revoca delle sanzioni alla Russia al ritorno della Crimea all’Ucraina. Il che vuol dire che per i nostri rappresentanti a Bruxelles e Strasburgo di ricostruire sani rapporti con Mosca non se ne parla proprio. Un bel viatico davvero per il vertice di Monaco della prossima settimana, in cui molti membri Ue intendevano affrontare il tema della revoca, o per lo meno dell’alleggerimento delle misure che da ormai due anni stanno danneggiando pesantemente le imprese europee con investimenti in Russia. Incluse quelle italiane, che hanno patito danni gravissimi dalla scelta -considerata da molti sbagliata – di muovere una guerra commerciale al Cremlino. Per giunta, per favorire una nazione, l’Ucraina, il cui peso economico – se paragonato alla Russia – è insignificante per l’Europa, ma il cui peso militare nei futuri assetti della NATO interessa molto gli Stati Uniti. E siccome la crisi ucraina ha subito assunto fattezze militari, in campo militare gli ordini non si discutono: fiat voluntas USA.
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Bielorussia ed Ue alla ricerca di un “reset” nei loro rapporti

(PHOTO / VIKTOR DRACHEV)Le sanzioni alla Bielorussia, che l’Unione Europea aveva imposto nel 2011 dopo l’ondata di arresti seguita alle proteste di piazza contro il presidente Aleksandr Lukashenko, sono ufficialmente sospese per quattro mesi: entra infatti in vigore la decisione presa da Bruxelles all’indomani delle elezioni presidenziali di ottobre “in risposta alla liberazione di tutti i prigionieri politici avvenuta lo scorso 22 agosto e nel contesto del rafforzamento delle relazioni Ue-Bielorussia”. Qualcosa è cambiato? Forse sì, forse no. Cinque anni fa l’embargo europeo sarebbe dovuto servire per togliere terreno da sotto ai piedi di Lukashenko, nell’auspicio che la debolezza del Batka (il “piccolo padre”, come viene definito in patria) potesse agevolare un collasso del regime, ma tali aspettative sono andate deluse: Lukashenko è ancora là, sopravvissuto ad una terribile crisi valutaria nel 2010 e rafforzato nel 2014 dall’endorsement comunitario di “paciere” tra Russia e Ucraina, conferitogli nientemeno che da quella stessa Catherine Ashton che da Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione aveva fatto varare le sanzioni nei suoi confronti. Continua a leggere

L’Italia vuol ricostruire i rapporti con Mosca. Ma Kiev non è d’accordo

renzi_putinL’Ambasciata ucraina a Roma ha inviato martedì al Ministero degli Esteri italiano una richiesta ufficiale di spiegazioni riguardo alle dichiarazioni rilasciate la scorsa settimana da Federico Eichberg, dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico e consigliere di Invitalia (l’Agenzia italiana per l’attrazione degli investimenti esteri), che intervenendo ad un convegno aveva annunciato che l’Italia non sosterrà un ulteriore prolungamento delle sanzioni Ue nei confronti della Russia. La notizia è riportata dal quotidiano ucraino Evropejskaja Pravda: secondo il giornale, che cita fonti diplomatiche di Kiev,  l’ambasciatore ucraino Heorhiy Chernyavskyi avrebbe consegnato una nota  alla Farnesina in cui verrebbero espressi dei dubbi riguardo alla competenza di Eichberg ad assumere posizioni sull’argomento-sanzioni a nome del governo italiano. Inoltre, stando sempre a quanto riferito dal giornale, Kiev avrebbe anche chiesto al Ministero degli Esteri una dichiarazione ufficiale in risposta alle affermazioni di Eichberg, «che contraddicono la posizione finora espressa del governo italiano». Continua a leggere