L’ombra di Al Nusra dietro l’omicidio dell’ambasciatore russo in Turchia

Il poliziotto-killer (Foto Twitter/Trabzonajans)Mevlut Mert Altintas, il poliziotto ventidueenne che ieri ad Ankara sera ha assassinato l’ambasciatore russo Andrej Karlov, sarebbe un militante di Al Nusra, il braccio siriano di Al Qaeda sostenuto per anni dall’Arabia Saudita e dalla stessa Turchia nella sua guerra contro Bashar al-Assad. Lo riferisce l’agenzia di stampa israeliana Debka, ritenuta molto vicina ai servizi di sicurezza di Gerusalemme: la chiave di volta è in una frase urlata dall’uomo subito dopo la sparatoria («Abbiamo giurato di morire da martiri, è la vendetta per la Siria e per Aleppo!»), che proverrebbe da una preghiera araba usata dai militanti di Al Nusra come inno di battaglia. Altinas faceva parte delle unità antisommossa della polizia turca, e ciò va a toccare il nervo scoperto degli ambigui rapporti avuti fino a ieri tra il governo turco e le forze islamiste protagoniste della lunga stagione di sangue in Siria: ora la domanda è se le forze speciali turche sono state infiltrate da Al Nusra, oppure se è la stessa organizzazione jihadista siriana ad aver disposto per anni di milizie paramilitari gentilmente fornite da Recep Tayyip Erdogan per abbattere l’odiato Assad. Continua a leggere

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Bruxelles, i servizi israeliani: gli attentatori non erano kamikaze. E sono vivi

Attentato BruxellesKhalid e Ibrahim El-Bakraoui, i due uomini identificati come gli autori dell’attentato all’Aeroporto di Bruxelles, non sarebbero morti suicidi nell’azione ma ancora vivi e in fuga. Lo riferisce l’agenzia d’informazione israeliana Debka, molto vicina ad ambienti d’intelligence, per i quali le varie tracce finora raccolte dagli inquirenti belgi metterebbero in discussione la versione dell’attacco kamikaze. Secondo le fonti citate da Debka, e riconducibili ad analisti dell’antiterrorismo di Israele, a provocare la strage non sono state cinture esplosive, bensì le valigie piene di tritolo (ben visibili dalle immagini del circuito interno dell’aeroporto) che i terroristi hanno lasciato davanti ai desk dell’American Airlines per farle esplodere a distanza poco dopo. A portare gli israeliani verso questa ipotesi sono stati i numerosi referti ospedalieri che hanno riscontrato sulle vittime dell’esplosione numerose ferite al ventre e agli arti inferiori: queste sarebbero incompatibili con una deflagrazione causata da una cintura esplosiva indossata da un kamikaze, che invece avrebbe dovuto  colpire soprattutto il torace e gli arti superiori di chi si trovava nelle vicinanze. Continua a leggere

La Russia s’interroga sul presunto attentato a Putin

Vladimir Putin

Nella turbolenta campagna elettorale per le presidenziali russe non poteva mancare anche il terrorismo ceceno, finora stranamente assente: la notizia, divulgata dalla Tv di Stato, sull’attentato che alcuni terroristi islamici avrebbero organizzato contro Putin e che i servizi russi sarebbero riusciti a sventare grazie ad una soffiata dei loro colleghi ucraini, ha contribuito a infiammare la vigilia del voto. Pericolo reale o Continua a leggere

Esplosione nel metrò di Minsk. Cosa c’è dietro?

Una violenta deflagrazione nella stazione Oktjabrskaja della metropolitana della capitale bielorussa ha provocato oggi pomeriggio 11 morti e decine di feriti. Le autorità  bielorusse parlano di un attentato, senza fornire però approfondimenti. Il luogo dell’esplosione è a poca distanza dagli uffici del presidente Lukashenko, particolare che lascia ipotizzare realmente una matrice politica della strage. Lo stesso presidente ha dichiarato che l’attentato portebbe essere stato organizzato all’estero, ma non esclude un’azione nata dentro i confini nazionali. Continua a leggere