Il Sunday Times: “Siria, il jet turco abbattuto per volontà russa”

La Russia sarebbe coinvolta nell’abbattimento del jet militare F-4 turco, colpito lo scorso 22 giugno dalla contraerea siriana nello spazio aereo internazionale, mentre si allontanava da cieli della Siria. Lo rivela oggi il Sunday Times, che cita non ben precisate fonti diplomatiche occidentali. Sulla decisione di Damasco di attaccare il ricognitore ci sarebbe stata la pressione di Mosca, che avrebbe voluto inviare un segnale indiretto alla Nato, del tipo “rimanete fuori da un conflitto che non vi riguarda”. Secondo un dettagliato report pubblicato dal quotidiano israeliano Haaretz, circa tre anni fa la Russia ha fornito alla Siria un sofisticato sistema antiaereo dotato di missili terra-aria e tecnici russi sarebbero stati inviati nel paese mediorientale per formare i loro colleghi siriani all’utilizzo della nuova arma. Continua a leggere

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Missili antiaereo S-300 promessi alla Bielorussia

Una batteria missilistica antiaereo S-300

Una batteria missilistica S-300

La Russia fornirà alla Bielorussia ulteriori batterie missilistiche antiaereo S-300 Triumph, al fine di rafforzare la difesa dello spazio aereo nord-occidentale: lo ha annunciato il  ministro della difesa russo Anatolj Serdjukov al termine di un vertice con il suoi omologhi bielorusso e ucraino tenuto ieri a Minsk.
Già nel febbraio 2009 Mosca e Minsk avevano firmato un accordo per la creazione di una rete regionale integrata di difesa aerea.
L’S-300 è un sistema di difesa missilistico progettato per proteggere grandi impianti industriali Continua a leggere

Teheran-Mosca, tensione sui missili antiaereo S-300

Una batteria missilistica antiaereo S-300

Una batteria missilistica S-300

Il presidente russo Dmitrj Medvedev ha vietato la vendita del sistema di difesa missilistico antiaereo S-300 all’Iran: il veto riguarda anche la fornitura di carri armati, pezzi d’artiglieria, elicotteri militari, navi da guerra. La Russia dunque applica la risoluzione Onu dello scorso 9 giugno che proibiva la vendita di armi al regime degli ayatollah.

Teheran ha criticato la decisione del Cremlino, specie per quel che riguarda la mancata fornitura degli S-300: “La risoluzione dell’Onu non riguarda apparati di difesa antiaereo, per questo è del tutto illogica la decisione presa dai russi”, ha dichiarato il ministro della Difesa iraniano Vahidi, che ha aggiunto che gli scienziati iraniani sono al lavoro per costruire proprio in Iran dei missili simili agli S-300.

Sostegno alla decisione russa è giunta dalla Casa Bianca.

Nei mesi scorsi, la fornitura del sistema antimissilistico russo ad Ahmadinejad era stata oggetto di pressioni da parte di Israele, tuttavia in un primo momento Mosca aveva confermato l’imminente trasferimento in Iran delle batterie di S-300.

Vedi anche:
“Le sanzioni all’Iran non riguardano i missili russi”
Mosca non cambia idea: “Forniremo all’Iran i missili”
La Russia sospende la vendita degli S-300 all’Iran
Strategia militare nel viaggio di Netanyahu a Mosca

Gli Usa dispiegano i “Patriot” in Polonia. Tensione a Mosca

Il lancio di un "Patriot"

Il lancio di un missile "Patriot"

Gli Stati Uniti hanno avviato lo scorso 24 maggio il dispiegamento di batterie di missili “Patriot” a ottanta kilometri dal confine con la Russia, nella base di Morag, che dovrebbe ufficialmente diventare operativa nel 2012: di fronte all’immediata richiesta di chiarimenti giunta da Mosca, Varsavia ha spiegato che si tratta solo dell’applicazione di un accordo stipulato nel 2008 dall’allora presidente George Bush e dall’ex presidente Kaczynski, che prevede la presenza nella base di militari americani nel ruolo di addestratori dell’esercito polacco.

Tale spiegazione non ha però convinto il Cremlino, che lamenta l’eccessiva vicinanza dei missili ai confini dell’enclave di Kaliningrad, dove, per ritorsione, la Russia sta pensando di dispigare a sua volta batterie missilistiche SS-26 “Iskander” al di qua del confine con la Polonia: ad avanzare questa ipotesi è stato il presidente della Duma Boris Gryzlov, che in un’ intervista televisiva ha dichiarato di non essere tranquillo degli sviluppi della situazione, e che la Camera Bassa del Parlamento russo discuterà presto di un rafforzamento militare nella regione di Kaliningrad.

Il viceministro degli Esteri Aleksandr Gruško ha a sua volta dichiarato che nulla giustifica questa decisione del governo di Varsavia, il quale ha risposto, tramite il ministro degli Esteri Sikowski, affermando che la Polonia, quale membro della NATO, ha tutto il diritto di adottare misure per tutelare la sicurezza dei propri confini.

Le nuove tensioni sui “Patriot” rischiano di far naufragare il clima di amicizia e di cooperazione che si era instaurato tra Mosca e Varsavia dopo il tragico incidente aereo di Smolensk dello scorso 10 aprile, costato la vita al presidente polacco Kaczynski e a numerosi membri del governo e delle istituzioni: nei giorni successivi Russia e Polonia avevano avviato una serie di attività congiunte per risalire alle cause del disastro, tanto che molti avevano parlato di un “nuovo corso” tra i due paesi ex alleati.