Perché la “ostpolitik” di Renzi evidenzia troppe ambiguità

Renzi e Nazarbaev (Foto Kaziform)Dalla sua breve tappa in Turkmenistan di ritorno dal G20 australiano, Matteo Renzi porta a casa tutta una serie di accordi bilaterali che non potranno non giovare al nostro export. Renzi è a Palazzo Chigi da meno di un anno, eppure ha già messo nel carniere un rafforzamento dei rapporti economici con alcuni Stati nati dalla dissoluzione dell’Urss: il Kazakhstan, l’Azerbaijan e ora il Turkmenistan hanno in corso  con l’Italia importanti trattati commerciali in diversi settori, il che vuol dire possibilità di lavoro e di sviluppo per le nostre aziende che hanno rapporti economici in quelle aree. Una boccata d’ossigeno per quel made in Italy assai gradito nello spazio ex sovietico, che sta patendo non poco il contraccolpo della guerra commerciale tra l’Ue e il Cremlino: quello russo è uno dei principali mercati di sbocco per le nostre aziende, tanto che la stessa Confindustria ha aperto da alcuni anni una sede a Mosca proprio per sostenere in loco la diffusione del prodotto italiano.
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Il Kazakhstan chiama gli investitori esteri: “Niente tasse per dieci anni”

AstanaGli investimenti esteri in Kazakhstan, in settori diversi da quello energetico, beneficeranno per dieci anni di un regime fiscale esentasse, sia per ciò che riguarda le imposte societarie che per quelle fondiarie. Lo ha annunciato il presidente Nazarbaev, motivando tale decisione con l’esigenza di diversificare l’economia, legata mani e piedi alla vendita di gas e petrolio. Principale potenza economica dell’Asia Centrale, dal 1993 ad oggi il Kazakhstan è stato meta di più di 170 miliardi di dollari di investimenti esteri, concentrati in grande maggioranza nel settore energetico. Ora Nazarbaev vuole ulteriormente sostenere la crescita del Paese, che nel 2013 ha registrato un +6% rispetto al +5% del 2012. Ma per fare questo, il Kazakhstan deve adesso sganciarsi da idrocarburi e metalli vari, soprattutto per ridurre la propria dipendenza dalle fluttuazioni dei prezzi delle materie prime sui mercati globali. In una sola parola: diversificazione. Continua a leggere

Renzi sulla Via della Seta: in Kazakhstan per discutere di petrolio, gas ed Expo

“Il Kazakhstan è interessato ad avere buoni rapporti con il vostro paese. L’Italia è il nostro più grande partner commerciale e d’investimento: rappresenta il 13 per cento del fatturato totale del commercio estero del Kazakhstan e il volume totale degli investimenti italiani in nostra economia è di 6,5 miliardi di dollari. Inoltre, l’Italia è il più grande consumatore di petrolio kazako. Possiamo e dobbiamo dare un nuovo slancio alla nostra cooperazione”: con queste parole il presidente kazako Nursultan Nazarbaev ha accolto ieri Matteo Renzi in visita in Kazakhstan, tappa finale del tour asiatico del premier italiano. Un incontro-lampo nella capitale Astana, dove sono state discusse le priorità della cooperazione italo-kazaka in campo commerciale, economico e degli investimenti. Continua a leggere

L’antieuropeismo arriva sul Bosforo e la Turchia volta le spalle all’Ue

Turkish_flagSe in Ucraina la voglia d’Europa è così forte da portare in piazza migliaia di persone contro la decisione del governo di sospendere le trattative di pre-annessione all’Ue, nell’altra grande pretendente all’ingresso nell’Europa comunitaria, la Turchia, si respira un’aria pesante di antieuropeismo. L’autunno 2013 verrà probabilmente ricordato come il punto più basso nelle relazioni tra Bruxelles e Ankara, dopo che a fine settembre il ministro turco per i Rapporti con l’Ue Egemen Bagis ha ammesso che i negoziati per l’ingresso della Turchia nell’Ue potrebbero risolversi con un nulla di fatto, e dopo che il 24 ottobre scorso il presidente kazako Nazarbayev ha annunciato di aver ricevuto dal suo omologo turco Gül una richiesta di sostegno all’ingresso di Ankara nella nascente Unione Doganale euroasiatica con Russia, Kazakhstan e Bielorussia. Continua a leggere