Khodorkovskij “ispiratore” della nuova sinistra russa

Alla fine è accaduto ciò che molti, a partire dai suoi sostenitori e dai suoi avversari, si aspettavano da dieci anni: Mikhail Khodorkovskij, ex petroliere ed oggi icona del dissenso anti-Putin, scende in politica. Ovviamente, non si tratta di una discesa in campo in prima persona, almeno per adesso: l’ex patron del colosso Yukos-Sibneft è attualmente detenuto per reati fiscali (e salvo scarcerazione anticipata, la sua pena terminerà nel 2014), tuttavia dalla sua cella collaborerà alla stesura del programma del nascente Movimento Socialdemocratico, l’alleanza multipartitica che punta a creare in Russia un’unica forza politica di sinistra. L’annuncio dell’illustre adesione è giunto durante i lavori dell’ assemblea fondativa del movimento, tenuta a Mosca il 24 aprile scorso: “Iniziamo oggi a lavorare su un programma di riforme legislative e giudiziarie – ha rivelato la co-fondatrice del movimento, Elena Lukjanova – e penso proprio che Mikhail Borisovic Khodorkovskij sarà dei nostri: molte delle sue vedute di sinistra sono già entrate nel nostro progetto”. Continua a leggere

Mikhail Khodorkovskij libero entro maggio?

L’ex boss del petrolio Mikhail Khodorkovskij, in carcere dal 2003 con l’accusa di evasione fiscale e corruzione, potrebbe essere liberato entro la fine del mandato presidenziale di Dmitrij Medvedev: si rafforzano sempre di più le possibilità che, prima di lasciare il Cremlino, l’attuale presidente possa concedere la grazia all’ex patron della Yukos-Sibneft, il colosso energetico privato russo che, ad inizio anni Duemila, era il principale concorrente di Gazprom. Ad inizio marzo, all’indomani della vittoria elettorale di Putin, Medvedev aveva chiesto un parere al Consiglio Presidenziale sui Diritti Umani, sulla legittimità della concessione della grazia pur in assenza di una formale richiesta di perdono da parte di un detenuto: ebbene, l’organo consultivo presidenziale ha deliberato che il Capo dello Stato ha effettivi poteri di concedere la grazia a chiunque egli voglia, indipendentemente dalla presenza di una richiesta di perdono. Continua a leggere

Il caso-Khodorkovskij entra nella sfida per il Cremlino

Il pesante tonfo elettorale registrato da Russia Unita ad inizio dicembre e le successive manifestazioni di piazza sembrano aver avuto ripercussioni sulla campagna elettorale di Vladimir Putin, che sembra aver di colpo, e inaspettatamente, svoltato verso toni molto soft, per non dire “liberal”. Il premier ha infatti mostrato aperture su di un tema molto controverso ed oggetto di critiche sia in patria che all’estero: il caso-Khodorkovskij, l’ex petroliere in carcere dal 2003 per frode fiscale e corruzione. La vicenda giudiziaria di colui che all’inizio degli anni Duemila era considerato Continua a leggere

Nessuno sconto di pena per Khodorkovskij

Mikhail Khodorkovskij

Il Tribunale di Mosca ha respinto stasera la richiesta di scarcerazione preventiva presentata a fine maggio da Mikhail Khodorkovskij, l’ex petroliere nemico di Putin in carcere dal 2003 per reati fiscali, e condannato una seconda volta a dicembre per riciclaggio di denaro sporco. Il motivo di questo niet è tutto di carattere burocratico: alla documentazione presentata dai legali dell’ex numero uno della Yukos mancano degli allegati. Un cavillo, certo, ma capace di bloccare sul nascere l’iter per la scarcerazione, già in salita per le varie vicissitudini politiche che da anni accompagnano Continua a leggere