«Il gasdotto TAP è strategico per il mercato comune dell’Energia»

Trans Adriatic Pipeline«Ritengo il Gasdotto Trans-Adriatico molto importante, perchè faciliterà la costruzione di un mercato energetico europeo»: è quanto dichiarato pochi giorni fa all’Agenzia di stampa bulgara Novinite da Fabio Tambone, Responsabile Affari Internazionali dell’Authority per l’Energia, in un’intervista sul segmento finale del Corridoio Meridionale del Gas, il gasdotto che dal 2020 assicurerà all’Italia e all’Europa una fornitura annua fino a 20 miliardi di metri cubi di gas. «Stiamo lavorando all’infrastruttura del Trans Adriatic Pipeline (TAP) e la collaborazione tra Italia (presente nel progetto con un 20 per cento di quote di Snam Rete Gas, ndr), Grecia ed Albania è molto buona. Abbiamo da poco ricevuto la certificazione di Gestore di sistema di trasmissione (TSO) indipendente in tutti e tre i Paesi – afferma Tambone – . Penso che nei prossimi mesi inizieremo a lavorare sulla vera e propria rete: il progetto è pronto, e dovrebbe essere inteso come un possibile esempio per la creazione di un vero mercato dell’Energia nei Balcani e in altre parti dell’Ue». Continua a leggere

Turkish Stream, per il gasdotto turco-russo è ancora fumata nera

Russia_Turkey_FlagsSono trascorsi quasi otto mesi da quando Vladimir Putin e Recep Erdogan concordarono sull’idea di una nuova infrastruttura che ampliasse le forniture di gas alla Turchia (ad oggi servita solo dal gasdotto Blue Stream) ma ad oggi Turkish Stream resta ancora un progetto sulla carta. La firma dell’accordo tra Russia e Turchia, che a inizio luglio sembrava imminente, tarda ad arrivare: è stato lo stesso ministro turco per l’Energia, Taner Yildiz, a confermare all’agenzia Anadolu che il recente vertice avuto con il suo omologo russo Aleksandr Novak non ha sortito i risulati attesi, nonostante Mosca ed Ankara avessero raggiunto a metà giugno un’intesa preliminare su un buon numero di punti. L’unica certezza al momento è che sia la Russia che la Turchia vogliono realizzare il progetto. Ciò che separa le parti è però il diverso significato che esse vogliono dargli.

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L’Italia rassicura l’Azerbaijan: «Il gasdotto TAP si farà»

Gasdotto«Il Corridoio Southern Gas rappresenta senza dubbio una rivoluzione nel campo del trasporto del gas»: con queste parole – riportate dall’agenzia di stampa Trend –  il Viceministro per lo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti ha salutato a Baku la posa della prima pietra dell’imponente infrastruttura destinata a portare in Italia il gas proveniente dall’Azerbaijan. «E’ un momento molto importante che celebra le conquiste di obiettivi strategici nel campo della valorizzazione delle risorse energetiche del Mar Caspio. Questi risultati sono il frutto di 20 anni di cooperazione tra Azerbaijan e varie società petrolifere, inaugurata giusto vent’anni fa», ha dichiarato il vice di Federica Guidi. L’ultimo segmento del Corridoio Southern Gas è il Gasdotto Trans-Adriatico TAP (Trans Adriatic Pipeline): lungo circa 870 chilometri, si collegherà con quello Trans-Anatolico (TANAP) vicino al confine tra Turchia e Grecia, attraverserà quindi il territorio ellenico e quello albanese fino alla città di Fier, per poi tuffarsi nell’Adriatico e sfociare in Puglia, nella zona di San Foca (Lecce), da dove poi, attraverso la rete di trasporto gestita da SNAM Retegas, il metano proveniente dal Mar Caspio verrà portato sui principali mercati dell’Europa Occidentale, come Francia, Germania, Regno Unito, Svizzera ed Austria. Continua a leggere

L’Ucraina cederà quote dei suoi gasdotti ad azionisti Usa ed Ue

gas-flameCon un’esigua maggioranza di soli tre voti, lo scorso 4 luglio il Parlamento ucraino ha aperto le porte agli investimenti americani ed europei nel sistema di gasdotti statali del Paese: è stato infatti approvato un progetto di legge per la costituzione di un operatore unico nazionale del trasporto gas, del quale gli investitori europei e statunitensi potranno possedere fino al 49% delle azioni. La bozza (che comunque dovrà essere approvata in seconda lettura) era stata inizialmente respinta, non essendo riuscita a raccogliere i numeri necessari: la Rada si era ritrovata spaccata, con molti deputati che avevano manifestato perplessità sulla “svendita” di un patrimonio fino a pochi mesi fa ritenuto di interesse nazionale. Tuttavia, dopo una lunga notte di trattative, è stata poi approvata il giorno successivo con 229 voti, poco al di sopra del quorum di 226 voti necessario. Continua a leggere