Julija Timoshenko, la nuova vittima della febbre dell’oro (blu)

Sembra passata un’era geologica dall’ultimo grande boicottaggio di una manifestazione sportiva a carattere internazionale: era il 1984 e il blocco sovietico rifiutò di partecipare ai Giochi Olimpici di Los Angeles, come risposta all’altrettanto clamoroso boicottaggio americano delle Olimpiadi di Mosca del 1980, voluto dall’allora presidente Jimmy Carter come ritorsione all’invasione sovietica dell’Afghanistan. Oggi, quasi trent’anni dopo, il fantasma del boicottaggio ricompare in Europa, quasi alle stesse latitudini di quello del 1980, ma vede stavolta fronteggiarsi la Germania e l’Ucraina, o meglio vede la donna più potente d’Europa correre in aiuto di quella che fu la donna più potente d’Ucraina: secondo quanto riferito dal settimanale Der Spiegel, il cancelliere Angela Merkel avrebbe minacciato di ritirare la nazionale tedesca dai Campionati europei di calcio, che si disputeranno tra meno di due mesi in Ucraina e Polonia, per protestare contro la detenzione dell’ex premier Julija Timoshenko, vittima di un presunto complotto politico ordito dal suo eterno rivale politico Viktor Janukovic. Continua a leggere

Gasdotto South Stream, l’Ucraina sfida Mosca

Il leader ucraino Viktor Janukovic scende in campo contro South Stream, il gigantesco gasdotto che la russa Gazprom costruirà sotto il Mar Nero, per trasportare il gas russo in Europa bypassando l’Ucraina: durante un suo intervento tenuto oggi a Yalta, il presidente ha proposto un nuovo gasdotto che attraversi l’Ucraina, la cui costruzione verrebbe a costare cinque volte meno del South Stream. Una dichiarazione-shock, soprattutto perchè Janukovic viene considerato un amico di Mosca, tanto da essere accusato in patria di non aver contrastato la costruzione dei gasdotti russi North Stream (che entrerà in funzione il prossimo mese) e South Stream, che di fatto priveranno Kiev delle royalties russe per l’utilizzo delle sue condotte. L’accusa più grave che gli viene rivolta dai suoi avversari (Julija Timoshenko in testa) è quella di aver barattato con Putin uno sconto sulle forniture di gas in con la concessione al Cremlino della base navale di Sebastopoli sul Mar Nero, dove di fatto la flotta russa verrà posta a guardia delle preziose condotte del South Stream. Continua a leggere

Gasdotto North Stream, Putin taglia il nastro inaugurale

Il quartier generale della Gazprom

Quartier generale della Gazprom

Alla presenza del premier Vladimir Putin, è stata inaugurata questa mattina a Vyborg (Russia settentrionale) la prima condotta del gasdotto North Stream, la gigantesca infrastruttura che consentirà a Mosca di trasportare il proprio gas in Germania attraverso il Mar Baltico, evitando così il passaggio attraverso i paesi dell’Europa centrale. Un’inaugurazione che prelude di circa un mese all’effettiva entrata in servizio del gasdotto, che dovrebbe consegnare le prime forniture di gas ad inizio ottobre. Continua a leggere

Minsk: “Pagato il debito, ora Gazprom faccia lo stesso”

Il quartier generale della Gazprom a Mosca

La sede della Gazprom a Mosca

La Bielorussia ha pagato oggi pomeriggio il debito sul gas che da lunedì la opponeva alla Gazprom: ne ha dato notizia il vicepremier Vladimir Semaško.
“Oggi abbiamo ottenuto un prestito di 200 milioni di dollari, di cui 187 sono stati inviati a Mosca come saldo della pendenza – ha dichiarato Semaško -. Adesso chiedo a Gazprom di pagare il suo debito di 260 milioni di dollari entro le ore 10 (le 8 in Italia) di domani 24 giugno, altrimenti il transito del gas verrà interrotto”.

Il vicepremier non ha però specificato quale nazione o organizzazione abbia erogato il prestito a Minsk, di cui aveva fatto cenno nei giorni scorsi anche il presidente Lukashenko.
Nel pomeriggio erano circolate insistenti voci che indicavano nell’ex presidente del Kirghizistan, Kurmanbek Bakiev, attualmente in esilio a Minsk, la fonte dell’oneroso prestito. Secca la smentita dell’interessato, che ha definito “assurda” tale ipotesi.
La Gazprom non conferma ancora l’avvenuto pagamento: “Non risulta alcun pagamento effettuato a nostro favore. Confermeremo l’avvenuto saldo del debito solo quando avremo ricevuto il denaro”, ha dichiarato Sergej Kuprjanov, portavoce del gigante energetico russo.