La Grecia contro l’Albania: la nuova Piazza Skanderbeg fomenta l’irredentismo

Piazza Skanderbeg a Tirana (foto G.Onuzi)Forse non esiste un precedente storico in cui dei lavori di riqualificazione e abbellimento urbano si trasformano in un caso diplomatico: è ciò che sta accadendo in questi giorni tra la Grecia e l’Albania a causa del rifacimento della storica Piazza Skanderbeg di Tirana. Attraverso un comunicato emesso lunedì scorso, il Ministero degli Esteri di Atene ha denunciato la «natura irredentista e provocatoria» del progetto che ha dato un nuovo look al cuore della capitale albanese: a fare infuriare il governo greco è stata la nuova pavimentazione della piazza, costituita con pietra estratta in varie aree dei Balcani a maggioranza o di cultura albanese, inclusa la città greca di Filiates (o Filiat, come scritto sulla piastrella), nell’Epiro (o Chameria, come la chiamano gli abitanti locali di lingua albanese): «Quelle pietre – si legge nel comunicato -, che riportano bene in evidenza il territorio da dove provengono, costituiscono un’opera che simboleggia in modo chiaro l’ “unità dei territori albanesi” e sono chiaramente un’azione che coltiva ed esalta l’irredentismo». Continua a leggere

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Grandi manovre geopolitiche intorno al gasdotto TAP

Foto WikicommonsIl TAP sempre più al centro di interessi geopolitici nell’Europa balcanica e in quella orientale: secondo quanto riportato dal Kommersant, nel progetto volto a realizzare l’infrastruttura che entro il 2020 dovrebbe consentire il trasporto in Italia del gas proveniente dal Mar Caspio potrebbe entrare anche il colosso energetico Gazprom. Il quotidiano russo riferisce di un colloquio il 1° giugno scorso a San Pietroburgo, a margine del Forum Economico Internazionale, tra il CEO della compagnia energetica statale russa Aleksej Miller con Marco Alvera, numero uno di SNAM Rete Gas, titolare del 20 per cento delle quote del Trans Adriatic Pipeline: durante l’incontro, Alvera avrebbe proposto a Gazprom l’utilizzo del TAP per trasportare il gas russo in Europa, in luogo del Poseidon, il segmento che dovrebbe collegare il costruendo gasdotto Turkish Stream alla Grecia e all’Italia passando per la Bulgaria. SNAM ha successivamente smentito la notizia, ribadendo che in qualità di azionista di minoranza l’azienda non è titolata a fare proposte riguardanti la cooperazione con parti terze, mentre Gazprom non ha commentato ma l’ipotesi di un ingresso del governo russo nel progetto attraverso la sua compagnia energetica nazionale è tuttavia remota, per due motivi specifici. Continua a leggere

L’isolamento del Qatar è collegabile al viaggio di Trump in Arabia Saudita?

(Foto: Wikicommons/J.Hamza)Il Qatar è stato isolato dalle nazioni confinanti. Diplomaticamente e politicamente. Il Bahrain, seguito da Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno annunciato oggi la improvvisa rottura delle relazioni diplomatiche con Doha, accusata di utilizzare il terrorismo islamico per destabilizzare i paesi confinanti. Una motivazione-shock, se consideriamo che chi oggi sposa le fonti di intelligence che indicano il piccolo emirato come uno dei principali finanziatori dell’ISIS, fino a ieri gli era politicamente, finanziariamente e militarmente vicino. Qualcosa è cambiato dunque, e a questo punto non si può fare a meno di ipotizzare che una simile svolta si colleghi con il recente viaggio di Donald Trump in Arabia Saudita e al colossale accordo di fornitura militare con cui de facto gli USA hanno appaltato a Riyadh il ruolo di gendarme del Golfo Persico.

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Il futuro dei Balcani passa attraverso le elezioni in Albania

Museo di Storia nazionale a TiranaLa campagna elettorale per le elezioni politiche in Albania entra nel vivo, e lo fa nel peggiore dei modi: il capo dell’opposizione Lulzim Basha ha denunciato di essere rimasto vittima sabato scorso di un tentativo di avvelenamento assieme ad altri 140 partecipanti a una manifestazione elettorale del suo partito a Tirana. Il leader del Partito Democratico, candidato rivale del premier socialista Edi Rama, ha dovuto ricorrere a cure mediche al vicino ospedale “Madre Teresa”, da cui comunque è stato dimesso poco dopo assieme alla gran parte dei ricoverati. Altri 14 suoi sostenitori, che hanno affermato di aver visto alzarsi una strana polvere bianca nel centralissimo Bulevardi Dëshmorët e Kombit, il viale che attraversa i palazzi del Potere nella capitale albanese, sono stati trattenuti invece in osservazione. L’antiterrorismo ha avviato un’indagine per capire se si sia trattato di un attacco chimico, avvenuto tra l’altro a poca distanza dalla residenza ufficiale del Primo Ministro.

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