Dilemmi del Ventunesimo secolo: che ne facciamo degli Stati Non Riconosciuti?

Assemblea Generale dell'OnuIn principio furono la Repubblica Democratica Araba del Saharawi nel 1976 e la Repubblica Turca di Nord Cipro nel 1983. La prima proclamata con il sostegno dell’Algeria nel Sahara Occidentale, la seconda come conseguenza dell’ occupazione turca dei territori settentrionali dell’isola di Cipro. Due Stati che si univano alle molteplici proclamazioni d’indipendenza che nei vent’anni precedenti avevano caratterizzato la decolonizzazione in Africa, ma che, a differenza delle ex colonie nel Continente Nero, non ottenevano riconoscimento dalla comunità internazionale se non da una sparuta minoranza di governi: “Stati Non Riconosciuti”, come vennero denominati dai manuali di diritto internazionale dell’epoca, a cui venivano dedicate poche righe proprio a testimoniare come quel fenomeno – del tutto inedito – avesse comunque un peso esiguo nelle relazioni tra i vari Paesi a cui i giuristi cercavano di dare delle norme a tutela della convivenza pacifica.
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Kiev e il sospetto delle armi non convenzionali usate in Ucraina orientale

Soldati ucrainiArmi non convenzionali potrebbero esser state impiegate durante le operazioni militari nelle regioni ribelli nell’Est dell’Ucraina dalle forze regolari di Kiev: è quanto ritiene Human Rights Watch, che avrebbe reperito prove  dell’utilizzo delle famigerate cluster bombs, le cosiddette bombe “a grappolo” sulla cui messa al bando l’Onu e molte organizzazioni non governative stanno da anni combattendo una difficile battaglia. Decine di Stati hanno già deciso di rinunciare al loro utilizzo, aderendo alla Convenzione internazionale che dal 2010 le ha dichiarate fuorilegge: tra di questi però non c’è (ancora) l’Ucraina, nei cui arsenali si suppone si trovino dunque anche queste armi micidiali, che esplodono in aria frammentandosi in decine di piccoli ordigni capaci di spargere morte e devastazione in un’area grande come un campo di calcio. Continua a leggere

La Merkel compie 60 anni e pensa al Consiglio Europeo o all’Onu

Van_rompuy-MerkelMentre Angela Merkel festeggia i suoi primi sessant’anni (auguri), l’autorevole settimanale tedesco Der Spiegel porta in edicola una notizia clamorosa: la Cancelliera starebbe pensando di lasciare anzitempo il suo incarico per assumere quello, prestigioso, di Presidente del Consiglio Europeo. Lo avrebbe rivelato una fonte anonima interna alla squadra di governo, secondo la quale la Merkel “sarebbe davvero molto tentata” di lasciare il governo prima della naturale scadenza del suo mandato, nell’ottobre 2017. Non solo: secondo il giornale, se Frau Angela non riuscisse a raggiungere lo scranno più alto al Consiglio Europeo, resterebbe alla guida del governo tedesco fino a fine mandato, per poi “ripiegare” addirittura sulla successione a Ban Ki-moon come Segretario Generale delle Nazioni Unite, il cui mandato scade anch’esso nel 2017. Continua a leggere

Prodi a Putin: maggiore impegno russo nella cooperazione Onu in Africa

Tra i punti della “due-giorni” italiana di Vladimir Putin c’era anche un vertice  con l’ex premier italiano Romano Prodi, oggi inviato speciale dell’Onu per il Sahel, la regione subsahariana che va dalla Mauritania all’Eritrea, colpita da gravi piaghe quali carestie, sottosviluppo e infiltrazioni terroristiche. L’incontro è avvenuto lunedì sera dopo che Putin era stato ricevuto da Papa Francesco e prima che il presidente russo si recasse al Quirinale per incontrare Giorgio Napolitano: nonostante il colloquio avesse riguardato temi importanti come la cooperazione in Africa, i media italiani hanno pressochè snobbato l’evento, interessati più alla bufala mediatica del fantomatico passaporto diplomatico che Putin avrebbe dovuto consegnare di lì a poco a Berlusconi.  Continua a leggere