«Il gasdotto TAP è strategico per il mercato comune dell’Energia»

Trans Adriatic Pipeline«Ritengo il Gasdotto Trans-Adriatico molto importante, perchè faciliterà la costruzione di un mercato energetico europeo»: è quanto dichiarato pochi giorni fa all’Agenzia di stampa bulgara Novinite da Fabio Tambone, Responsabile Affari Internazionali dell’Authority per l’Energia, in un’intervista sul segmento finale del Corridoio Meridionale del Gas, il gasdotto che dal 2020 assicurerà all’Italia e all’Europa una fornitura annua fino a 20 miliardi di metri cubi di gas. «Stiamo lavorando all’infrastruttura del Trans Adriatic Pipeline (TAP) e la collaborazione tra Italia (presente nel progetto con un 20 per cento di quote di Snam Rete Gas, ndr), Grecia ed Albania è molto buona. Abbiamo da poco ricevuto la certificazione di Gestore di sistema di trasmissione (TSO) indipendente in tutti e tre i Paesi – afferma Tambone – . Penso che nei prossimi mesi inizieremo a lavorare sulla vera e propria rete: il progetto è pronto, e dovrebbe essere inteso come un possibile esempio per la creazione di un vero mercato dell’Energia nei Balcani e in altre parti dell’Ue».

Il TAP può aiutare l’Europa a migliorare i suoi approvvigionamenti energetici grazie a una diversificazione delle fonti a tutto vantaggio dei consumatori finali: «L’Azerbaijan (da dove giungerà il gas, ndr) è una di queste nuove possibilità, ma che comunque non ne esclude di altre. Noi non siamo contro altri gasdotti provenienti da Est. Come Authority, posso assicurare che dal nostro punto di vista infrastrutturale il TAP funziona bene, e può essere usato anche per le altre interconnessioni nel Sud-Est dell’Europa».

Il riferimento è alla tormentata costruzione del gasdotto South Stream, progettato per rifornire clienti europei con gas russo e poi abbandonato per l’incompatibilità con le norme antitrust del Terzo Pacchetto Energia dell’Ue. Divenuto poi Turkish Stream, forse vedrà la luce con il nome di Poseidon: l’ipotesi di una interconnessione di quest’ultimo con il Gasdotto Trans-Adriatico ha cominciato a farsi largo recentemente, e Tambone non la smentisce: «Stiamo lavorando proprio per rendere possibile l’idea di un TAP che sia parte di un più ampio sistema infrastrutturale. Non ci sono ostacoli all’interconnessione tra i gasdotti, per noi ciò è possibile».

Il TAP correrà sullo spazio Ue per 878 km: si connetterà al TANAP (Trans-Anatolian Pipeline, o gasdotto transanatolico) proveniente dal Mar Caspio al confine tra Turchia e Grecia, e attraverso il territorio di quest’ultima raggiungerà la costa albanese, dove s’immergerà per poi terminare in Puglia. Il pacchetto azionario è diviso oggi tra la SNAM Rete Gas (20%), la British Petroleum (20%), la belga Fluxys (19%), la spagnola Enagás (16%), la svizzera Axpo (5%) e l’azera SOCAR (20%). Nonostante la presenza di quest’ultima nella compagine azionaria rappresenti una violazione delle norme antitrust previste dal Terzo Pacchetto Energia, Bruxelles ha concesso una deroga al progetto, a dimostrazione di come in ambienti comunitari si consideri l’opera altamente strategica per le politiche energetiche dell’Unione Europea.

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