Riforme al palo su economia e diritti, Berlino striglia l’Ucraina

Angela_MerkelLo scorso 1° aprile, il premier ucraino Arsenij Yatsenyuk è volato a Berlino in visita ad Angela Merkel: un viaggio non programmato, che in Ucraina è stato in gran parte ignorato dai media ucraini controllati o di proprietà del presidente Petro Poroshenko. Questo silenzio mediatico confermerebbe che tra le due principali cariche della Repubblica Ucraina è in corso una vera e propria crisi, iniziata alla fine di marzo quando Poroshenko ha obbligato alle dimissioni l’oligarca Ihor Kolomoyskyi, nominato da Yatsenyuk alla guida della holding che gestisce le infrastrutture energetiche di proprietà statale, aperte la scorsa estate dallo stesso premier a investitori stranieri. Un braccio di ferro che si sarebbe risolto solo dietro intervento diretto del vicepresidente Usa Joe Biden (il cui figlio ha investito cospicui capitali nei gasdotti ucraini), che avrebbe chiesto a Yatsenyuk “un passo indietro” per non minare l’unità istituzionale. Continua a leggere

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Nuove sanzioni alla Russia, la SPD contro la Merkel: «Non servono»

Merkel e PutinSulle nuove ritorsioni economiche dell’Ue contro Mosca il governo tedesco rischia di spaccarsi: il ministro dell’Economia tedesco Sigmar Gabriel, leader dei Socialdemocratici della SPD  e vice-Cancelliere nel governo di coalizione con la CDU, ha sollevato seri dubbi sull’utilità di questa misura ulteriore sanzionatoria, fortemente sostenuta invece dalla Cancelliera Angela Merkel. Intervistato dall’emittente tedesca ARD, Gabriel ha mostrato perplessità riguardo ad un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia: «Non credo riusciranno a condizionare più di tanto Putin». Nonostante qualche voce contraria all’interno della SPD (come quella dell’ex Cancelliere Gerhard Schroeder) e i mal di pancia dell’industria tedesca, penalizzata dalla guerra commerciale tra l’Ue e la Russia, la große Koalition tra i Cristiano-Democratici e i Socialdemocratici fino ad oggi ha mostrato solidità sul tema delle sanzioni a Mosca. Continua a leggere

La Merkel compie 60 anni e pensa al Consiglio Europeo o all’Onu

Van_rompuy-MerkelMentre Angela Merkel festeggia i suoi primi sessant’anni (auguri), l’autorevole settimanale tedesco Der Spiegel porta in edicola una notizia clamorosa: la Cancelliera starebbe pensando di lasciare anzitempo il suo incarico per assumere quello, prestigioso, di Presidente del Consiglio Europeo. Lo avrebbe rivelato una fonte anonima interna alla squadra di governo, secondo la quale la Merkel “sarebbe davvero molto tentata” di lasciare il governo prima della naturale scadenza del suo mandato, nell’ottobre 2017. Non solo: secondo il giornale, se Frau Angela non riuscisse a raggiungere lo scranno più alto al Consiglio Europeo, resterebbe alla guida del governo tedesco fino a fine mandato, per poi “ripiegare” addirittura sulla successione a Ban Ki-moon come Segretario Generale delle Nazioni Unite, il cui mandato scade anch’esso nel 2017. Continua a leggere

“Pecunia non olet”: gli imprenditori tedeschi contro le sanzioni alla Russia

Merkel e PutinPassano i secoli, ma l’antico detto latino non muore mai, ancor meno se la pecunia parla russo: al di là della politica e degli ideali, cresce tra i pragmatici industriali tedeschi il malumore nei confronti della cancelliera Merkel e del ruolo antirusso acquisito da Berlino all’interno della crisi ucraina. Il motivo è semplice: la Germania è il primo partner commerciale europeo di Mosca, e le sanzioni contro la Russia varate da Bruxelles su spinta tedesca rischiano seriamente di infliggere un duro colpo al made in Germany sul mercato russo. È questo il contenuto di un documento fatto pervenire a Berlino dalla Camera di Commercio tedesco-russa a nome di oltre 800 aziende tedesche operanti in Russia: un documento che, sottolineando le preoccupazioni degli imprenditori associati, rivolge un appello ad Angela Merkel perchè desista dall’intento di attuare altre e più dure sanzioni contro Mosca. Continua a leggere