Putin contro l’Occidente: non interferisca con le elezioni

Vladimir Putin

Sarà forse colpa dei sondaggi che danno il suo partito in calo alle elezioni parlamentari di domenica prossima, fatto sta che Russia Unita ha ufficializzato oggi la candidatura a Presidente di un Vladimir Putin nervoso e aggressivo. E questa sua mancanza di tranquillità si è palesata in un duro discorso d’investitura davanti ai delegati che riempivano la Luzhniki Arena di Mosca, culminato con la pesante accusa a non ben specificate potenze straniere, di voler influenzare il voto russo a suo svantaggio: “I rappresentanti di alcuni Paesi esteri hanno sovvenzionato Organizzazioni Non Governative operanti in Russia per influenzare il corso della campagna elettorale”, ha dichiarato Putin suscitando un boato di applausi tra il pubblico.

Un attacco all’Occidente che alle latitudini moscovite non si vedeva da un bel po’, dettato forse dal timore di vedere ripetersi in Russia una situazione già verificatasi in Georgia ed Ucraina, dove ad inizio dello scorso decennio il Dipartimento di Stato americano sostenne, con risorse umane e finanziarie, i movimenti politici divenuti protagonisti delle cosiddette Rivoluzioni dei Fiori che tra il 2003 e il 2004 portarono al potere personaggi di chiara ispirazione anti-russa, come Saakhasvili e Jušchenko.

E anche se Putin non ha fatto nomi, la stoccata è sembrata indirizzata proprio agli Usa: “Sarebbe meglio se usassero i soldi per pagare il loro debito nazionale, e la smettessero di portare avanti una politica estera inefficace e costosa”, sono state le argute parole del premier russo che si appresta a tornare alla guida del Cremlino.

Secca replica da parte di Lilia Shibanova, capo di Golos (Voce), la principale ONG russa: “Putin non ha capito niente dell’attuale clima politico in Russia. Il suo partito si è messo all’angolo da solo, impedendo una normale competizione politica e creando un vero e proprio monopolio partitico”.

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