Ossezia del Sud, annullate le elezioni presidenziali

Manifestanti filorussi in Ossezia

Non c’è pace per la martoriata Ossezia del Sud, la repubblica filorussa in territorio georgiano autoproclamatasi indipendente nel 2008, dopo la guerra tra Russia e Georgia: il secondo turno delle elezioni presidenziali, che ha visto l’ex ministro dell’Istruzione Alla Dzhioeva prevalere sull’attuale ministro delle Emergenze Anatolj Bibilov, è stato annullato dalla Corte Suprema osseta. La vittoria della Dzhioeva, che ha ottenuto circa il 57 per cento dei voti contro il 43 del suo avversario, sarebbe scaturita da gravi irregolarità, che avrebbero fatto perdere a Bibilov almeno il 7 per cento dei consensi: di qui la decisione della Corte Suprema di azzerare la consultazione e indire nuove elezioni per il prossimo 25 marzo, a cui la Dzhioeva non potrà partecipare, in quanto, per la Corte, “ha perso questo diritto a causa delle violazioni commesse”.

La candidata esclusa ha replicato accusando la Corte di abuso di potere. La tensione nella capitale Tskhinvali è alta, anche perchè i sostenitori della Dzhioeva si sono radunati nel pomeriggio dinanzi al comitato elettorale della candidata per protestare contro questa decisione. Il sospetto è che la decisione di annullare le elezioni sia stata dettata direttamente da Mosca: Bibilov era infatti il candidato gradito al Cremlino, per le sue posizioni più in linea con quelle russe.

Non è un mistero che fin dal 2008 la Russia progetti di annettere l’Ossezia del Sud all’Ossezia del Nord (che si trova nel suo territorio), e Bibilov rappresentava l’uomo adatto per portare avanti questo progetto, avversato però da Usa, Ue, Nato ed Osce, che in precedenza avevano dichiarato di non riconoscere queste elezioni, in quanto tenute in un territorio sotto la sovranità georgiana.

Ma quanto accaduto oggi rischia di allontanare ulteriormente la pacificazione dell’area: ora l’Ossezia del Sud, oltre che dalle rivendicazioni territoriali della Georgia, dovrà anche guardarsi da una sempre più pressante ingerenza di Mosca nelle sue vicende politiche. Al momento Bibilov però sembra volersi tirare fuori dalla mischia, forse in un disperato tentativo di abbassare la tensione: il candidato sconfitto ha annunciato che la sua candidatura alla consultazione di marzo non è scontata.

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