Siria, Putin “blinda” Assad: Mosca invia aerei e missili a Damasco

Bashar al-AssadSei caccia intercettori MiG-31 russi decollati da Mosca sono atterrati il 18 agosto in Siria, presso la base militare di Mezze, situata nei pressi dell’aeroporto di Damasco: a riferirlo è l’agenzia di stampa israeliana Debka, ritenuta molto vicina al Mossad, che cita non a caso fonti militari e di intelligence, secondo le quali assieme ai MiG in Siria sarebbero atterrati anche aerei-cargo Antonov AN-131 che avrebbero trasportato un migliaio di missili anticarro teleguidati Kornet-9M133 di terza generazione, quale nuova dotazione alle forze regolari fedeli a Bashar al-Assad. La consegna di nuovissime armi russe all’esercito siriano – secondo Debka – proseguirà anche nei prossimi giorni, e può essere facilmente interpretata come l’intenzione di Mosca di rafforzare il proprio sostegno al regime di Assad

: una contromossa in risposta all’Iran, che nelle ultime settimane avrebbe avviato una serie di manovre diplomatiche segrete con Stati Uniti, Turchia e Arabia Saudita, per portare alla caduta del regime di Damasco, ritenuto unico ostacolo alla conclusione della guerra civile che dal 2012 insanguina la Siria.

Le fonti citate da Debka avrebbero confermato che la decisione di inviare moderne attrezzature militari al rais siriano è giunta dai piani più alti del Cremlino, vale a dire da Vladimir Putin in persona, che avrebbe voluto così rispondere ad un presunto piano predisposto da Washigton, Ankara, Ryiad e Teheran per provocare la caduta di Assad. Mosca, si sa, non pensa affatto che la soluzione del conflitto che dal 2012 passi per un cambio di regime: durante il suo recente incontro con il suo omologo saudita Adel Al-Jubair, il ministro degli Esteri russo Lavrov ha detto a chiare lettere che la Russia non sosterrà alcuna soluzione che vada a toccare il ruolo di Assad a Damasco.

È chiaro perciò che gli aerei giunti ieri alla base di Mezze contenevano un messaggio implicito di Putin per Washington e Ankara: la Russia si opporrà a qualsiasi piano che stabilisca una no-fly zone in Siria come pure a ogni tentativo di destabilizzazione e di intervento nel conflitto posto in atto dagli Usa e dalla Turchia. Non a caso, Mosca ha inviato a Damasco proprio sei MiG-31, come a rispondere ai sei caccia F-16 che gli Usa hanno dislocato lo scorso 9 agosto nella base turca di Incerlik. E c’è da aspettarsi che se Barack Obama decidesse di dislocare altri caccia in Turchia, Putin risponderebbe inviandone altrettanti in Siria.

Ad oggi l’unico commento ufficiale da Mosca sulla vicenda è giunto dalla stessa MiG, il cui CEO Sergej Korotkov ha smentito qualsiasi operazione in Siria da parte della sua compagnia.

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