I liberali russi si spaccano sulla discesa in politica di Khodorkovskij

Mikhail KhodorkovskijDa un semplice sguardo d’insieme della politica russa, la frammentata opposizione a Putin, composta per lo più da movimenti molto diversi tra loro per storia e ideologia,  non costituisce una particolare preoccupazione per l’establishment locale. Attualmente almeno, perchè non è da escludere che in un prossimo futuro l’ex petroliere e ora icona del dissenso Mikhail Khodorkovskij possa riuscire nella sua grande sfida: la discesa in politica. Un obiettivo vecchio di dieci anni, che sembrava dietro l’angolo nell’ottobre del 2003, prima che due ambigui capi d’accusa (evasione fiscale e truffa allo Stato) sbattessero dietro le sbarre l’allora uomo più ricco di Russia. Da Basilea, dove vive da quando è stato scarcerato lo scorso dicembre, il 51enne Khodorkovskij sembra ora davvero motivato a riprendere quel percorso bruscamente interrotto. Continua a leggere

Khodorkovskij via Facebook: “Grazie a coloro che hanno combattuto per me”

khodorkovsky_Mikhail Khodorkovskij, l’ex petroliere scarcerato oggi dopo che Putin ieri aveva firmato la sua grazia, ha rilasciato la sua prima dichiarazione da uomo libero tramite il suo sito web e la sua pagina Facebook. L’ex numero uno del colosso petrolifero Yukos ha voluto ringraziare tutti i suoi sostenitori che in questi dieci anni hanno abbracciato la causa della sua liberazione:  “Vorrei ringraziare tutti quelli che hanno seguito le vicende giudiziarie di Yukos per il loro supporto, che hanno mostrato nei confronti miei, della mia famiglia e dei tanti che sono stati ingiustamente imprigionati e continuano ad essere perseguitati. Continuerò costantemente a pensare a coloro che sono ancora in prigione. I miei ringraziamenti più sentiti vanno al signor Hans-Dietrich Genscher (l’ex ministro degli Esteri tedesco, ndr) per la sua personale partecipazione alle mie vicissitudini“. Colui che prima di finire dietro le sbarre era l’uomo più ricco di Russia ha voluto anche chiarire il “giallo” della presentazione della richiesta di grazia, che in un primo momento era stata smentita dai suoi legali: “E’ vero, l’ho presentata il 12 novembre scorso e sono contento che sia stata accolta. L’ho fatto per motivi familiari”. Continua a leggere

Mikhail Khodorkovskij libero entro maggio?

L’ex boss del petrolio Mikhail Khodorkovskij, in carcere dal 2003 con l’accusa di evasione fiscale e corruzione, potrebbe essere liberato entro la fine del mandato presidenziale di Dmitrij Medvedev: si rafforzano sempre di più le possibilità che, prima di lasciare il Cremlino, l’attuale presidente possa concedere la grazia all’ex patron della Yukos-Sibneft, il colosso energetico privato russo che, ad inizio anni Duemila, era il principale concorrente di Gazprom. Ad inizio marzo, all’indomani della vittoria elettorale di Putin, Medvedev aveva chiesto un parere al Consiglio Presidenziale sui Diritti Umani, sulla legittimità della concessione della grazia pur in assenza di una formale richiesta di perdono da parte di un detenuto: ebbene, l’organo consultivo presidenziale ha deliberato che il Capo dello Stato ha effettivi poteri di concedere la grazia a chiunque egli voglia, indipendentemente dalla presenza di una richiesta di perdono. Continua a leggere

L’ombra di Khodorkovskij si staglia sul Cremlino

Chi è veramente Mikhail Borisovic Khodorkovskij, ex petroliere e ora detenuto eccellente, che dal banco degli imputati del processo d’appello a suo carico ieri ha visto ridursi di appena un anno la condanna per furto di greggio? È un ladro che deve restare in carcere, come l’ha definito il suo grande nemico Vladimir Putin, oppure è un nuovo Sakharov, come ritiene lo scrittore e attivista per i diritti umani Andrè Glucksmann? Nel corso di otto anni di processi, l’affaire Khodorkovskij ha mostrato inequivocabilmente come il suo principale protagonista sia un personaggio tutt’altro che adamantino, ma che dal carcere è stato capace di concentrare intorno alla sua vicenda giudiziaria un’inattesa solidarietà proveniente da ampie fasce della società. Una situazione che ricorda molto il caso di Alfred Dreyfus, l’ ufficiale di origine ebraica vittima di un processo-farsa per alto tradimento nella Francia di fine Ottocento, che portò molti intellettuali dell’epoca (tra cui Emile Zola con il suo famoso J’accuse) a denunciare il clima da caccia alle streghe che aveva attecchito nella neonata Terza Repubblica transalpina. Nella Russia odierna sta accadendo qualcosa di simile: l’intelligencija e la società civile non hanno dubbi sul fatto che contro Khodorkovskij sia stato ordito un complotto di Stato. Continua a leggere