Le tensioni Russia-Turchia si riflettono sul Nagorno-Karabakh

Azeri_tanks_in_Nagorno-KarabakhMosca ha pochi giorni fa annunciato l’apertura di una linea di credito da 200 milioni di dollari in favore dell’Armenia per consentirle l’acquisto di modernissimi sistemi missilistici russi, da quelli anti-carro a quelli anti-aereo portatili, oltre che accessori per ammodernare i carri armati attualmente in dotazione all’esercito armeno. La decisione russa di diffondere la notizia della consegna delle armi a Yerevan è alquanto anomala. In primis perché la Russia ha finora sempre rispettato la scelta politica dell’Armenia di mantenere una forte riservatezza sulle proprie spese militari, per evitare fughe di informazioni verso l’Azerbaijan, contro cui combatte da anni una guerra non dichiarata per il controllo del Nagorno-Karabakh, enclave armena in territorio azero resasi indipendente nel 1992 e sostenuta da Yerevan. Continua a leggere

La Svizzera: impegno dell’Osce per un accordo sul Nagorno-Karabakh

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERALa Svizzera si impegnerà a sostenere i colloqui di pace per una soluzione pacifica all’annoso conflitto del Nagorno-Karabakh, durante la sua presidenza di turno dell’Osce, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Lo ha annunciato venerdì il ministro degli Esteri svizzero Didier Burkhalter durante un incontro con il suo omologo azero Elmar Mammadjarov, a latere del Consiglio dei ministri dell’Osce tenuto a Kiev il 5 e il 6 dicembre. Mammadjarov ha sottolineato che la riapertura dei negoziati passa attraverso un necessario ritiro delle forze armate armene dalla regione contesa, che si trova in territorio dell’Azerbaijan ma è rivendicata dall’Armenia fin dal 1988, quando ancora le due repubbliche facevano parte dell’Urss. La situazione nel Nagorno-Karabakh precipitò nell’estate 1991, all’indomani del fallito golpe contro Gorbaciov, origine di un effetto-domino che avrebbe portato di lì a pochi mesi alla dissoluzione dell’Unione Sovietica. Continua a leggere