I senza-lavoro ucraini bussano alla porta dell’Unione Europea

EU-UkraineBruxelles ha promesso all’Ucraina di introdurre un regime di esenzione dal visto d’ingresso entro il 2016, anno in cui entrerà in vigore il tanto discusso Accordo di libero scambio tra Kiev e l’Ue, all’origine della crisi politica che due anni fa portò alla rivolta di Piazza Maidan e alla caduta di Viktor Yanukovic. I difficili negoziati sono iniziati oltre sette anni fa, da quando il governo filo-occidentale di Viktor Yushenko abolì i visti per i visitatori occidentali in Ucraina, nella speranza che l’Occidente avrebbe “ricambiato” la gentilezza. Poi però l’inconsistenza della Rivoluzione Arancione divenne palese come le sue false promesse, tanto che nel 2010 gli ucraini scelsero il russofono Viktor Yanukovic come nuovo presidente. E i negoziati con Bruxelles si fermarono. Quindi nel febbraio 2014 Yanukovic venne deposto, l’Ucraina venne riammessa al tavolo delle trattative, e obbligata ad avviare serie riforme economiche e sociali propedeutiche all’ingresso nell’Area di Libero Scambio con l’Ue, nella quale la libera circolazione delle persone non era inclusa. Continua a leggere

Proposta-shock in Russia: niente visto a chi offende il Paese

passportSi prospettano tempi duri per i critici della Russia e della sua politica: alcuni parlamentari russi hanno proposto di proibire l’ingresso nel Paese a tutti coloro che abbiano offeso lo Stato e i suoi cittadini. In questo modo, Mosca potrebbe disporre di un maggior potere decisionale per chiudere le porte a personaggi non graditi per aver espresso all’estero opinioni critiche nei confronti del Cremlino, ritenute però offensive in Russia. La proposta si colloca all’interno della nuova legge sull’immigrazione, attualmente allo studio, che introduce per la Russia il “principio di reciprocità” nel controllo dei propri confini, con cui Mosca intenderebbe rispondere alle restrizioni all’ingresso in altre nazioni, applicate nei confronti di cittadini russi. In più, gli emendamenti presentati da due deputati di Russia Unita (di cui è membro Vladimir Putin) consentirebbero di vietare l’ingresso a stranieri che hanno commesso atti lesivi degli interessi nazionali russi, dello Stato russo o dei suoi cittadini. Continua a leggere

La Russia punta sul turismo, niente visto per i soggiorni fino a 72 ore

Il numero di turisti stranieri in Russia potrebbe aumentare dal 30 al 45 per cento una volta che sarà entrata in vigore la nuova legge sui visti turistici, che non saranno più necessari per soggiorni fino a 72 ore.  È stata già presentata dal governo alla Duma una prima bozza di legge, che in caso di approvazione consentirà l’adozione di un nuovo regime per i visti di transito negli aeroporti russi: ciò vuol dire che i cittadini stranieri in attesa di imbarcarsi sulle rispettive coincidenze aeree non saranno più obbligati a lunghe permanenze nelle aree di transito degli hub russi di Mosca e San Pietroburgo, ma potranno approfittare della sosta per un giro turistico o per un soggiorno di tre giorni. Un piccolo passo che è comunque già una grande spinta ad un turismo soffocato dagli elevati costi dei visti e dai lunghi tempi d’attesa che di fatto tengono clamorosamente fuori la Russia dai circuiti turistici internazionali: basti pensare che, nel 2012, su 47 milioni di stranieri che hanno varcato i confini russi solo 2 milioni e mezzo erano turisti. Continua a leggere