Gasdotto “Nabucco”, è giallo sull’uscita dell’Ungheria dal progetto

Cancellerie ed operatori economici in allarme per tutta la giornata di ieri, dopo la notizia dell’uscita dell’Ungheria dal progetto Nabucco, il gasdotto targato Ue che dal 2014 dovrebbe trasportare il gas caucasico e mediorientale in Europa per sganciarla dall’eccessiva dipendenza dalle fonti energetiche russe.  Secondo l’agenzia Bloomberg, il premier magiaro Victor Orban lunedì avrebbe annunciato il ritiro della compagnia energetica di Stato MOL, che detiene il 16,7% del consorzio, e che proprio per questo motivo tale decisione rischierebbe di far saltare l’intero progetto, peraltro ancora in fase di start-up. Il condizionale è però d’obbligo, in quanto oggi la Commissione Europea non ha confermato (ma neanche smentito) la notizia, mentre dal Consorzio Nabucco fanno sapere che “l’azionista ungherese di Nabucco è la FGSZ, una controllata della MOL, dalla quale non è arrivata alcuna comunicazione di un cambio di programma”. Continua a leggere

Ungheria, svolta conservatrice ed exploit dell’estrema destra

Viktor Orban, leader di Fidesz

Il partito conservatore Fidesz ha vinto con larga maggioranza le elezioni politiche in Ungheria: lo schieramento dell’ex (e ormai prossimo) premier Viktor Orban ha infatti trionfato con il 52,7% dei voti, ed è la prima volta nella storia dell’Ungheria democratica che un partito raggiunge la maggioranza assoluta alle urne.

Crollo verticale dei socialisti del MSZP, che conseguono un misero 19,3%, mentre è preoccupante l’ascesa dell’estrema destra xenofoba di Jobbik, che si attesta al 16,7% dei voti.
Entrano in parlamento anche i Verdi Liberali dell’LMP, con il 7,5% dei voti.

Fidesz torna dunque al governo dopo otto anni: i conservatori erano stati sconfitti nel 2002 e nel 2006 dai socialisti.
Il partito di Orban cresce dunque del 10% rispetto alla precedente consultazione: a risultare vincente sicuramente è stata la svolta  a destra imposta da Orban, dopo anni di coabitazione con i centristi.