L’anima nera della rossa Corea del Nord: il nazional-socialismo dei Kim

La crisi militare nella penisola coreana ha riacceso ancora una volta, e non poteva essere altrimenti, i riflettori mondiali sul regime di Pyongyang, ormai da decenni rinchiuso in se stesso e circondato da un’aura di mistero. Le immagini rilanciate dall’unica agenzia di stampa nordcoreana sono la sola, e per questo inattendibile, finestra sulla dittatura dei Kim, la famiglia che dal 1948 (anno di proclamazione della Repubblica Democratica Popolare di Corea) mantiene ininterrottamente il potere: quella che vige in Corea del Nord è infatti una vera e propria monarchia ereditaria improntata su di un assolutismo degno del Re Sole, che in maniera anacronistica ricorda la Cina di Mao, dove il culto della personalità del “Grande Timoniere” è rivolto qui al “Grande Leader” Kim Il-sung, il fondatore dello Stato. Continua a leggere

Il ritorno di Gorbaciov: “La fine dell’Urss? Non è stata una mia colpa”

“Avevo visto la necessità di attuare una decentralizzazione ed una modernizzazione dell’Urss, ed ero comunque per mantenere in vita l’Unione. I vari tentativi di considerare me la causa del collasso sovietico sono un qualcosa di irresponsabile, infondato e disonesto”. Con queste dure parole, pronunciate durante un incontro organizzato sabato a Mosca dall’agenzia di stampa russa RIA Novosti, l’ultimo presidente dell’Urss Michail Sergeevic Gorbaciov ha commentato gli eventi storici che lo videro protagonista tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta. “Posso definire la mia carriera politica un successo – ha continuato Gorbaciov -, e quando parlo di carriera intendo ciò nel senso vero del termine, non in quello che può attribuirgli un uomo in carriera, che non sono mai stato”.  Nel suo primo intervento in pubblico dopo molti anni, il leader della perestrojka ha ricordato la sua vita da funzionario comunista all’interno dell’Urss, Continua a leggere