Gasdotto “Nabucco”, è giallo sull’uscita dell’Ungheria dal progetto

Cancellerie ed operatori economici in allarme per tutta la giornata di ieri, dopo la notizia dell’uscita dell’Ungheria dal progetto Nabucco, il gasdotto targato Ue che dal 2014 dovrebbe trasportare il gas caucasico e mediorientale in Europa per sganciarla dall’eccessiva dipendenza dalle fonti energetiche russe.  Secondo l’agenzia Bloomberg, il premier magiaro Victor Orban lunedì avrebbe annunciato il ritiro della compagnia energetica di Stato MOL, che detiene il 16,7% del consorzio, e che proprio per questo motivo tale decisione rischierebbe di far saltare l’intero progetto, peraltro ancora in fase di start-up. Il condizionale è però d’obbligo, in quanto oggi la Commissione Europea non ha confermato (ma neanche smentito) la notizia, mentre dal Consorzio Nabucco fanno sapere che “l’azionista ungherese di Nabucco è la FGSZ, una controllata della MOL, dalla quale non è arrivata alcuna comunicazione di un cambio di programma”. Continua a leggere

L’Ungheria aderisce al progetto energetico AGRI

Con la firma apposta oggi da parte del premier Viktor Orban,  l’Ungheria ha ufficialmente aderito al progetto del gasdotto Agri (Azerbaijan-Georgia-Romania).

Il trattato di cooperazione, firmato oggi a Baku, vincola Budapest a partecipare per il 25% alla sua realizzazione.

Il gasdotto AGRI importerà gas metano liquefatto dall’Azerbaigian attraverso il Mar Nero: attraverso dei rigassificatori siti in Romania il liquido sarà poi ritrasformato in gas metano e diretto attraverso gasadotti esistenti verso l’Ungheria.

La capacità sarà inizialmente di otto miliardi di metri cubi l’anno ma potrà essere ampliata.

Ungheria, cala la produttività nel settore edile

La produttività del settore delle costruzioni è calata del 19,7% a giugno rispetto a quanto rilevato nel corso dello stesso mese dello scorso anno: lo rivela l’ultimo rapporto dell’Istituto Nazionale di Statistica di Budapest.

La flessione riscontrata a giugno è stata più rapida rispetto al -10,3% su base annua di maggio, e al – 15,9% di aprile.
Su base mensile, il settore si è contratto del 2,3% a giugno, dopo una crescita dell’1,1% a maggio e un calo del 6,6% ad aprile.
Nel primo semestre, complessivamente, il settore ha subito un calo del 13,8% rispetto allo stesso periodo del 2009.

“Segregazione per i Rom”, l’Ungheria come il Sudafrica?

Gabor Staudt, leader di Jobbik

ll partito di estrema destra ungherese Jobbik ha proposto l’istituzione di campi chiusi per i Rom, sorvegliati da agenti di polizia: un primo esempio potrebbe essere istituito a Milskolc, nord del Paese, dove si concentra una larga comunità di rom e la convivenza con il resto della popolazione risulta essere particolarmente difficile.

Gli ultranazionalisti alle elezioni dello scorso aprile hanno ottenuto proprio in questa zona un clamoroso successo (riuscendo addirittura a conquistare dei seggi in parlamento), grazie ai loro duri proclami contro l’etnia Rom, che in Ungheria conta circa 700 mila persone.

Sembra un film già visto nei peggiori esempi di segregazione razziale, ma Gabor Staudt, leader di Jobbik non si scompone: “I campi chiusi potrebbero aiutare a risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri. Queste idee sono state già espresse nel 21 secolo da formazioni che fanno parte del partito popolare europeo. Noi prendiamo solo esempio da  Sarkozy in Francia e Berlusconi in Italia”.