Andrzej Duda: homo novus della Polonia o riedizione dei gemelli Kaczynski?

Andrzej DudaLa sua aria giovane e l’essersi presentato come alfiere del cambiamento hanno permesso al 43enne Andrzej Duda di assurgere a nuovo astro nascente della politica polacca: da domenica scorsa è lui il nuovo Capo dello Stato, dopo aver sconfitto al ballottaggio il presidente uscente Bromislaw Komorowski. A cinque anni dalla tragica morte di Lech Kaczynski, i nazionalisti del partito Diritto e Giustizia (PiS) tornano ad avere un loro uomo al vertice della Polonia: seguendo le orme del suo predecessore scomparso nell’incidente aereo di Smolensk, Duda ha ottenuto i consensi dalla Polonia rurale, ultracattolica, socialmente conservatrice, ma soprattutto esclusa dal benessere che la crescita economica dell’ultimo decennio non è riuscita a distribuire in tutti gli ambiti della società. Del 51,6% dei voti che Duda ha ottenuto, solo il 40% proveniva dalle città: un dato che la dice tutta sull’abilità del neopresidente d’intercettare quel malessere anti-Ue che già nel 2010 aveva portato l’ex premier Jaroslaw Kaczynski (gemello di Lech) a sfiorare la vittoria. Continua a leggere

La Polonia celebra i suoi primi dieci anni d’Europa (con un videoclip)

Polonia ed Ue«Sono stati dieci anni difficili, ma oggi possiamo dire con grande certezza che per la Polonia sono stati dieci anni buoni»: con questa frase il premier polacco Donald Tusk ha commentato il decennale dell’ingresso di Varsavia nell’Unione Europea, avvenuto il 1° maggio 2004, durante una conferenza stampa di presentazione dell’anniversario. Dinanzi ai giornalisti Tusk ha voluto ringraziare i suoi predecessori, come anche gli ex presidenti (da Mazowiewski a Walesa, da Kwasnewski a Lech Kaczynski) che hanno guidato la Polonia sulla strada dell’adesione all’Ue, «senza di loro, questo anniversario non si sarebbe mai celebrato», ha chiosato il Primo Ministro, che ha aggiunto che nel giro di pochi decenni la data del 1° maggio 2004 sarà considerata come una delle più importanti nella storia del nostro Paese. Continua a leggere

La Polonia stanzia 40 miliardi di euro per modernizzare i suoi sistemi di difesa

Varsavia spinge a fondo sul pedale del riarmo, e stanzia un budget di 40 miliardi di euro per rendere le proprie Forze Armate più moderne ed efficienti nell’arco dei prossimi dieci anni. Il programma di ammodernamento, molto ambizioso se si considerano le attuali difficoltà economiche del paese, comprenderà l’acquisto di missili teleguidati per i caccia F-16 in dotazione all’aeronautica polacca, lo sviluppo sul mar Baltico di una forza d’intervento speciale e di una divisione missilistica, nonchè la fornitura di droni per l’esercito. “Nel prendere una simile decisione in un momento di grave crisi economica – ha commentato il premier polacco Donald Tusk – , il nostro impegno sarà quello di vigilare scrupolosamente affnchè tali stanziamenti vengano impiegati nel modo più efficiente possibile”. Continua a leggere

Disastro di Smolensk, esplosivo tra i rottami dell’aereo presidenziale polacco?

La morte dell’ex presidente polacco Lech Kaczynski, scomparso il 10 aprile 2010 nel tragico schianto del suo Tupolev a Smolensk (Russia) dove si stava recando per rendere omaggio agli ufficiali polacchi uccisi dai russi a Katyn nel 1940, continua ad essere un nervo scoperto per la Polonia. Non bastassero le mai sopite polemiche tra il governo del premier liberale Donald Tusk e l’ex premier Jaroslaw Kaczynski, gemello di Lech e leader del partito nazionalista Legge e Giustizia, a proposito delle presunte responsabilità del governo nel disastro, a rendere il clima di Varsavia bollente ci si è messa anche la stampa: l’autorevole quotidiano Rzeczpospolita ha oggi rivelato che alcuni esperti, nominati dal governo polacco per prendere parte agli esami sui resti dell’aereo, avrebbero inviato ai vertici militari e allo stesso Primo Ministro un rapporto riservato relativo alla presenza di esplosivo su alcuni rottami del Tupolev. Continua a leggere