Perchè l’idea di un asse anti-terrore tra Nato e Russia terrorizza Yatsenyuk

Arsenij YatsenyukLe 56 ore di morte, sangue e terrore che hanno sconvolto la Francia hanno lasciato l’Europa sgomenta e spaventata dal riapparire del fantasma del terrorismo islamico, eppure in Ucraina qualcuno non batte ciglio e continua a dar la caccia alle streghe. Il cacciatore è Arsenij Yatsenyuk, da novembre premier per volontà del popolo ucraino (e in precedenza, per volontà di qualcun altro), che all’indomani dell’assalto jihadista al settimanale satirico francese Charlie Hebdo, ha annunciato una sua terribile scoperta: gli hacker ucraini che di recente hanno violato la sicurezza informatica del governo tedesco sono al soldo di Mosca. Tanto da lasciarsi andare a suggerimenti che fanno tanto Movimento 5 Stelle: «I servizi russi la smettano di usare così i soldi dei contribuenti». Continua a leggere

Stoltenberg, la NATO e un misterioso nome in codice a Mosca

Stoltenberg_MedvedevSubito una precisazione: la notizia è vecchia di quasi 15 anni. Ma è riemersa prepotentemente dopo che Jens Stoltenberg, ex premier norvegese, è diventato pochi giorni fa il numero uno dell’Alleanza Atlantica: all’inizio degli anni Novanta il neo-Segretario Generale della NATO avrebbe avuto rapporti con il KGB. «Nei primi anni Novanta, Jens Stoltenberg ebbe contatti con un ufficiale del KGB, nei cui archivi esistevano informazioni personali e politiche su di lui, e a cui era stato dato il nome in codice di “Steklov”», scriveva il Norway Post il 24 gennaio 2000, pochi mesi prima  che Stoltenberg si insediasse come Primo Ministro laburista della Norvegia, incarico che avrebbe ricoperto fino al 2001 e successivamente dal 2005 al 2013. La “gola profonda” da cui partirono le rivelazioni era Mikhail Butkov, ufficialmente giornalista ma in realtà una spia sovietica che negli anni Ottanta operava ad Oslo sotto copertura, prima di fuggire poi nel 1991 in Occidente. Continua a leggere