La Russia ratifica lo START-2

Obama e Medvedev dopo la firma del Trattato START 2

Obama e Medvedev dopo la firma del Trattato START 2 (Fonte: RIA Novosti)

Dopo che il Parlamento russo mercoledì ne ha votato la legge di approvazione, oggi il presidente russo Dmitrij Medvedev ha promulgato la ratifica del Trattato START-2: a distanza di circa un mese dalla ratifica americana, anche Mosca adotta il nuovo accordo per la riduzione delle armi nucleari, siglato da Obama e Medvedev a Praga lo scorso 8 aprile.

Ora l’ultimo atto formale del lungo percorso per l’entrata in vigore dello START-2 è fissato al prossimo 4 febbraio, quando i ministri degli Esteri dei due paesi, Hillary Clinton e Sergej Lavrov, si scambieranno i due documenti ratificati dai rispettivi parlamenti.

Da quel momento, l’accordo avrà pieno vigore e determinerà gli equilibri delle forze strategiche nucleari delle due superpotenze. Lo START-2, che prende il posto dello START-1 scaduto a dicembre 2009, obbligherà Stati Uniti e Russia a portare il numero delle rispettive testate nucleari a 1550 entro i prossimi dieci anni.

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Barack Obama e Dmitrij Medvedev

Primo, decisivo passo verso l’entrata in vigore dello START 2, il Trattato per la riduzione delle testate nucleari che Barack Obama e Dmitrij Medvedev avevano firmato a Praga lo scorso 8 aprile.
Il Senato USA ha infatti approvato ieri la ratifica dell’accordo con 71 voti a favore, 26 contrari e 3 astenuti: un dato che supera di quattro voti il quorum minimo (67 senatori) previsto dalla Costituzione americana.

Giunge così al termine il travagliato iter di approvazione dello START, messo seriamente a rischio dall’esito delle elezioni di mid-term, che avevano visto ulteriormente ridursi il numero di senatori democratici.
Obama consacra così il Nobel per la Pace vinto nel 2009, ma paga a caro prezzo il necessario appoggio repubblicano, per ottenere il quale il presidente ha dovuto fare delle pesanti concessioni all’opposizione in campo fiscale, rivedendo i suoi progetti di riduzione delle tasse ai ceti poveri a discapito di quelli ricchi.

Adesso toccherà alla Russia dare il suo assenso all’approvazione dello START 2, con un’approvazione alla Duma e al Consiglio della Federazione che ora diventa scontata, ma che fino a un mese fa era incertissima: dopo la vittoria repubblicana alle elezioni di medio-termine, Medvedev aveva infatti chiesto alla Duma di bloccare l’iter di approvazione del Trattato, fin quando gli Usa non avessero provveduto alla ratifica.

Ora che Obama ha perso, che ne sarà dello START 2?

Obama e Medvedev dopo la firma del Trattato START 2

Obama e Medvedev dopo la firma del Trattato START 2 (Fonte: RIA Novosti)

Oltre che in politica interna, la sconfitta elettorale di Barack Obama alle elezioni di medio termine avrà dei contraccolpi anche nelle relazioni internazionali: in particolare, ora è a rischio la ratifica del trattato per la riduzione delle testate nucleari START 2, che Obama e Medvedev sottoscrissero lo scorso 8 aprile a Praga e che  vincola Usa e Russia ad una drastica riduzione del loro arsenale atomico.

Il presidente Usa ieri ha chiesto al Senato (dove ha conservato una risicata maggioranza) di procedere alla ratifica dell’accordo, dopo che il giorno prima la Commissione Esteri della Duma aveva deciso di sospendere a tempo indeterminato le attività di ratifica, revocando anche la raccomandazione ai deputati russi per una rapida approvazione del trattato: Mosca ritiene che, con la vittoria repubblicana alla Camera, l’approvazione dello START 2 da parte di Washington diventerà alquanto incerta e pertanto una ratifica unilaterale da parte russa non avrebbe senso.

Obama, in realtà, neanche prima delle elezioni aveva una maggioranza al Senato tale da garantirgli l’approvazione del trattato START, tuttavia contava di ottenere almeno 8 dei voti necessari dall’ala moderata dei Repubblicani: oggi però, dopo il ribaltone alla Camera dei Rappresentanti, il Partito Repubblicano si sente premiato dagli elettori per la sua politica di opposizione al presidente, e quindi è difficile che conceda un appoggio a Obama proprio su un accordo che i conservatori hanno avversato fin dalla prima ora, giudicandolo lesivo per la sicurezza degli Stati Uniti.

Il Trattato START 2 è nato con l’obiettivo di sostituire lo START 1, scaduto lo scorso dicembre: se dovesse entrare in vigore, il patto obbligherebbe Usa e Russia a ridurre le proprie testate nei silos nucleari a non oltre 1500, mentre quelle mobili non dovranno superare le 800 per ciascun esercito.

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START 2, l’ombra dello scudo spaziale sulla firma

Obama e Medvedev

Barack Obama e Dmitrij Medvedev

A poche ore dalla firma del nuovo Trattato per la Riduzione degli Armamenti Strategici (START 2), Mosca paventa una minaccia di ritiro dall’accordo, qualora gli USA decidessero di rinforzare il loro sistema di difesa missilistica: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Sergej Lavrov.
“La Russia ha il diritto di ritirarsi dal Trattato – afferma Lavrov – se un incremento, quantitativo e qualitativo, nelle forze missilistiche strategiche americane andrà ad influenzare l’efficacia di quelle russe”. Lavrov ha specificato che sarà la Russia stessa a determinare la portata di questa influenza, quale precisa precondizione stabilita in sede di trattativa.
Mosca non considera lo scudo missilistico americano come un’immediata minaccia, ma – ha sottolineato Lavrov – “non possiamo escludere che possa eventualmente diventarlo”.
Per questo il capo della diplomazia russa ha più volte chiesto che il nuovo trattato sia collegato al dislocamento di missili americani in Europa Orientale.

Hillary Clinton

Hillary Clinton (Fonte: RIA Novosti)

In serata, a Lavrov ha risposto il Segretario di Stato Hillary Clinton, che ha auspicato il proseguimento del dialogo sul tema del sistema missilistico di difesa americano.
La Clinton ha però voluto specificare che il Trattato START 2 non è collegabile con lo scudo spaziale: “Lo START riguarda solo la riduzione dei rispettivi arsenali nucleari e non c’entra con i piani di difesa missilistica”, aggiungendo che le perplessità russe non sono una novità per gli USA. Del resto, è alquanto improbabile che il Senato americano ratifichi un trattato che implichi collegamenti con lo scudo spaziale.

Domani a Praga, dunque, Dmitrij Medvedev e Barack Obama apporranno le loro firme sull’accordo decennale che porterà ad una riduzione delle testate nucleari russe e americane a 1.500, mentre i vettori non dovranno superare il numero di 800 per entrambi gli eserciti.

Il Trattato START 2 subentra allo START 1, che fu firmato tra Stati Uniti ed Unione Sovietica nel dicembre 1991, pochi giorni prima che la bandiera rossa con falce e martello venisse ammainata dalle guglie del Cremlino.