Il New York Times: “Reti informatiche russe più volte violate dagli Usa”

InternetGli Usa hanno più volte violato le reti informatiche militari russe e sono riusciti a spiare i computer non connessi al web grazie a un programma che utilizza frequenze radio: un rapporto pubblicato oggi dal New York Times riferisce che la penetrazione delle cyberspie americane è stata possibile grazie ad un software chiamato in codice “Quantum“, che secondo il giornale sarebbe già stato usato in passato contro l’esercito cinese ma anche contro i cartelli della droga messicani, le istituzioni economiche europee ed alcuni obiettivi terroristici in Pakistan, India e Arabia Saudita. Stando a quanto dichiarato al NYT da un’ anonima fonte vicina ai vertici militari americani, circa 100mila computer sarebbero stati violati dal 2008 in tutto il pianeta. “Quantum” funzionerebbe tramite dei microcircuiti e delle schede Usb segretamente inserite all’interno dei computer, che permetterebbero così di intercettare le loro comunicazioni anche al di fuori di una connessione a internet, tramite le onde radio. Il rapporto – scrive il New York Times – è basato su documenti riservati della NSA, molti diffusi dal fuggitivo Edward Snowden: ciò lascia intendere, pur senza affermarlo esplicitamente, che dietro questa azione ci sia proprio l’agenzia per la sicurezza nazionale di Washington. Continua a leggere

Spie come loro: gli uomini invisibili che combatterono la Guerra Fredda

Ha decisamente l’aspetto del classico nerd, il “secchione” da college americano, l’uomo che in queste ore è diventato il fuggitivo più ricercato del mondo. Edward Snowden, l’ex tecnico informatico della CIA e della NSA ricercato dagli Usa per aver rivelato al quotidiano inglese The Guardian l’esistenza del PRISM, il programma di intercettazioni telefoniche poste in atto dalle agenzie per la sicurezza nazionale americane, è sparito: nessuno sa dove sia, forse su un volo diretto a Cuba o in Sudamerica, o forse semplicemente a Mosca, in una zona riservata dell’aeroporto di Sheremetevo oppure in qualche luogo segreto sotto protezione del governo russo, che nelle scorse settimane non aveva escluso di potergli concedere asilo politico se fosse pervenuta una sua regolare richiesta. Una vicenda dai contorni ancora oscuri, che ha assunto le fattezze di una spy-story da quando l’uomo ha lasciato Hong Kong, dove si era rifugiato, a bordo di un aereo dell’Aeroflot diretto nella capitale russa. Continua a leggere

I liberali russi corteggiano lo scienziato-spia Sutjagin

Grigorij Javlinskij

Grigorij Javlinskij, leader di Jabloko

Lo schieramento d’opposizione russo Jabloko, fondato e guidato dall’economista ed ex candidato liberale alla presidenza Grigorij Javlinskij, ha invitato lo scienziato Igor Sutjagin, espulso la scorsa settimana dalla Russia con l’accusa di spionaggio, a diventare membro del partito.
Lo rivela il quotidiano on-line Moscow News, citando fonti del partito stesso.

Sutjagin sarebbe stato contattato tramite suo padre, che in precedenza era stato candidato proprio nelle liste di Jabloko durante una tornata elettorale. Tuttavia sembra improbabile che lo scienziato decida di mettersi in politica, stando almeno a quanto dichiarato da suo fratello.

Igor Sutjagin, esperto nucleare, era stato arrestato e condannato nel 2004 a 15 anni di prigione per aver passato informazioni “classificate” (ovvero coperte da segreto militare) ad un’azienda britannica, che secondo i servizi russi era in realtà una struttura segreta della CIA. E’ stato scarcerato ed espulso pochi giorni fa, dopo che la Russia ha trovato un accordo con gli Usa su uno scambio di spie detenute nelle rispettive carceri.

Scambio di spie tra gli Stati Uniti e la Russia

Il Ministero degli Esteri a Mosca

Il Ministero degli Esteri a Mosca

Svolta nella crisi delle spie esplosa la scorsa settimana tra Mosca e Washington. Stati Uniti e Russia hanno trovato un accordo per scambiarsi due agenti che erano stati arrestati dai rispettivi servizi di controspionaggio: si tratta di Anna Chapman, la donna russa arrestata dall’FBI (assieme ad altre dieci persone) con l’accusa di essere un agente del SVR  (l’intelligence estera della Russia) e di essere entrata in possesso di segreti finanziari e militari, e di Igor Sutjagin, scienziato nucleare condannato nel 2004 a 15 anni di prigione per aver passato informazioni “classificate” (ovvero coperte da segreto militare) ad un’azienda britannica, che secondo i servizi russi era in realtà una struttura segreta della CIA.

Lo scambio è avvenuto a Vienna, dove Sutjagin è giunto ieri con un aereo proveniente da Mosca; la sua liberazione fa seguito a quella della Chapman, che sarebbe a sua volta stata trasferita a Mosca nella notte di martedì 6 luglio.

Secondo il quotidiano web Gazeta.ru, l’accordo per la liberazione delle spie sarebbe stato siglato nei giorni scorsi a Washington tra l’ambasciatore russo Sergej Kisljak ed il sottosegretario di Stato William Burns.

Intanto, oggi la capitale austriaca è stata crocevia dello scambio delle altre dieci spie arrestate negli Usa con tre agenti americani detenuti dai russi: i due gruppi di detenuti sono giunti all’aeroporto di Vienna a bordo di jet militari provenienti dagli Stati Uniti e dalla Russia, e sono stati riconsegnati ai rispettivi paesi.

In serata, il presidente Medvedev ha inoltre firmato un decreto con cui ha concesso la grazia ad altri 16 prigionieri accusati di essere agenti al servizio dell’Intelligence americana e britannica. Lo riferisce l’ufficio stampa del Cremlino.