Compie 25 anni il Buran, lo Shuttle sovietico che volò solo una volta

Il 15 novembre 1988, mentre gli Usa ancora non si erano ripresi dallo shock per la tragedia del “Challenger”, la navetta spaziale esplosa al decollo nel gennaio 1986, un bagliore di fuoco illuminò il cielo di Baikonur, nell’allora repubblica sovietica del Kazakhstan: sospinto dalla potenza del razzo vettore Energia, l’Unione Sovietica stava lanciando per la prima volta nello spazio il Buran, la sua risposta allo space shuttle americano. Con il Buran, l’Urss cercava ancora una volta di mostrare al suo nemico la propria supremazia in campo tecnologico: due anni prima i sovietici avevano iniziato la costruzione della stazione spaziale “Mir”, e adesso sfidavano gli Usa su di un rivoluzionario progetto che Washington aveva lanciato sette anni prima, ovvero i voli spaziali con navette riutilizzabili. Il Buran (in russo “tormenta di neve”) in effetti nasceva in un contesto politico in cui anche le missioni spaziali erano dettate più dalla Guerra Fredda che da mero interesse scientifico. Continua a leggere