Gas, l’Italia fuori da South Stream: ritorsione russa alle sanzioni Ue?

GasdottoIl gasdotto South Stream, la colossale infrastruttura progettata per trasportare il gas russo verso l’Europa occidentale, non avrà più lo sbocco in Italia: il gigante energetico russo Gazprom ha deciso infatti di abbandonare i progetti per la costruzione del “braccio” italiano all’indomani della firma di un accordo con l’austriaca OMV per la costruzione di uno sbocco finale in Austria. La notizia, rilanciata dalla Reuters e non ancora confermata ufficialmente dalla compagnia russa, proviene da fonti molto vicine a Gazprom, e per questo è ritenuta molto attendibile. Il memorandum d’intesa con la compagnia energetica di Stato austriaca prevede la costruzione di un tratto finale del gasdotto dall’Ungheria fino all’hub di smistamento OMV per l’Europa centrale, nei pressi di Vienna. Continua a leggere

Contrordine Gazprom, il braccio Nord di South Stream arriverà solo in Italia

Non c’è pace per i due gasdotti mediterranei made in Russia ed Ue, che nel prossimo futuro dovrebbero trasportare il gas caucasico e mediorientale nel Vecchio Continente: se il progetto dell’europeo Nabucco è a rischio annullamento per gli eccessivi costi di realizzazione, per il russo South Stream esiste ancora l’incognita dello sbocco settentrionale, il “braccio” che originariamente avrebbe dovuto puntare verso l’Austria e successivamente verso l’Italia. Giusto un mese fa l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, aveva confermato che il primo sbocco del braccio Nord del gasdotto sarebbe stato completato in Austria, e poi nel Nordest dell’Italia, tuttavia, la scorsa settimana, il magazine aziendale della Gazprom riportava, testualmente, che “la costruzione di South Stream (…) attraverserà Bulgaria, Serbia, Ungheria e Slovenia fino alla città italiana di Tarvisio“. Dunque l’Austria sparisce, se non dal progetto, dalle dichiarazioni ufficiali. Continua a leggere

Gasdotto South Stream, l’Italia sarà servita per ultima?

La Mitteleuropa e i Balcani saranno le prime regioni d’Europa ad essere servite dal nuovo gasdotto South Stream, l’imponente infrastruttura che dalla seconda metà del decennio trasporterà il gas russo direttamente nei paesi dell’Ue, e che la russa Gazprom costruirà con la collaborazione dell’italiana Eni, della tedesca Wintershall e della francese Edf. L’annuncio arriva dall’Amministratore Delegato dell’Eni Paolo Scaroni: “Con Gazprom abbiamo trovato un accordo che stabilisce che il braccio diretto all’Italia meridionale sarà costruito appena completato quello diretto verso l’Austria“, ha dichiarato alla stampa il numero uno della compagnia energetica italiana, in possesso del 20% dell’opera, quota evidentemente non sufficiente a garantire che l’Italia possa essere tra i primi a beneficiare della nuova infrastruttura. Continua a leggere