Le relazioni pericolose: l’Ucraina vende armi ai ribelli islamici in Libia?

Abdul Sewehli e Pavlo KlimkinC’è una domanda che il premier italiano Matteo Renzi avrebbe dovuto rivolgere al presidente ucraino Petro Poroshenko durante il suo recente viaggio a Kiev: quali sono ad oggi i rapporti tra l’Ucraina e i ribelli islamici in Libia? Una richiesta di chiarimento necessaria, considerato il ruolo in prima linea assunto dall’Italia verso la sua dirimpettaia infiammata dalla guerra civile. Invece non è stata posta, nonostante fosse di grande importanza, e questo non va bene, per il semplice fatto che la crisi libica e quella ucraina, dove pure l’Italia è coinvolta – seppur negli ambiti UE e NATO – pare si siano fuse in una miscela potenzialmente esplosiva. Lo scorso mese il ministro degli Esteri ucraino Pavlo Klimkin ha ricevuto a Kiev Abdul Rahman al-Sewehli, importante rappresentante dell’autoproclamato governo islamista che da Tripoli si oppone al governo legittimo di Tobruk, riconosciuto a livello internazionale. Non si tratta del Califfato islamico libico, ossia quello che fa riferimento all’ISIS e che occupa i territori intorno alla città di Derna, bensì di una delle due fazioni che nel 2011 costituivano il fronte anti-Gheddafi, e che oggi controlla l’est della Libia, corrispondente alla Tripolitania. Continua a leggere

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