Russia, via il ministro della Difesa Serdjukov: guerra interna al clan di Putin

L’improvvisa defenestrazione del ministro della Difesa russo Anatolij Serdjukov, sollevato oggi da ogni incarico e sostituito dall’ex ministro delle Emergenze Sergej Shoigu, lascia aperti molti interrogativi. Serdjukov era considerato fino a ieri uno dei politici più vicini a Putin, che nel febbraio 2007 l’aveva voluto a capo della Difesa nazionale, e proprio il peso politico dell’illustre defenestrato autorizza a ipotizzare scenari di guerra nei corridoi del Cremlino. Ufficialmente, Serdjukov è stato silurato per una vicenda di corruzione che l’ha visto coinvolto a proposito di un giro di tangenti per alcune forniture militari e per una frode immobiliare che avrebbe coinvolto una società pubblica di proprietà del Ministero da lui diretto. Ma il fatto che di casi di corruzione nell’amministrazione russa ce ne siano a bizzeffe, e anche di molto gravi, lascia non poche perplessità sulle reali motivazioni di questa repentina sostituzione. Continua a leggere

Missili antiaereo S-300 promessi alla Bielorussia

Una batteria missilistica antiaereo S-300

Una batteria missilistica S-300

La Russia fornirà alla Bielorussia ulteriori batterie missilistiche antiaereo S-300 Triumph, al fine di rafforzare la difesa dello spazio aereo nord-occidentale: lo ha annunciato il  ministro della difesa russo Anatolj Serdjukov al termine di un vertice con il suoi omologhi bielorusso e ucraino tenuto ieri a Minsk.
Già nel febbraio 2009 Mosca e Minsk avevano firmato un accordo per la creazione di una rete regionale integrata di difesa aerea.
L’S-300 è un sistema di difesa missilistico progettato per proteggere grandi impianti industriali Continua a leggere

La Russia acquisterà veicoli militari IVECO

Un modello IVECO LMV M65

Una delegazione italiana guidata dal viceministro della Difesa Guido Crosetto terrà domani una serie di colloqui bilaterali con il viceministro della Difesa russo Popovkin, che avranno come oggetto la cooperazione tecnico-militare tra Italia e Russia.
Molto probabilmente sul tavolo dei colloqui verrà discusso un accordo per la fornitura di veicoli militari italiani alle forze armate di Mosca: secondo il quotidiano Kommersant, il Ministero della Difesa russo sta infatti progettando con la IVECO una linea di assemblaggio per produrre in Russia veicoli tattici LMV M65, già impiegati in Iraq ed in Afghanistan dalle forze NATO, e considerati dai russi un ottimo mezzo per garantire agli equipaggi un alto livello di protezione dalle mine anticarro.

Il ministro della Difesa russo Serdjukov, del resto, a settembre aveva vincolato l’acquisto dei mezzi IVECO all’accordo sulla creazione di una linea produttiva comune in Russia. Secondo alcune fonti ministeriali, i rappresentanti della holding statale Rostechnologii stanno già trattando con IVECO la costituzione della joint-venture italo-russa, che dovrebbe avere una capacità minima di produzione di 500 veicoli militari all’anno: domani, probabilmente, verrà definito l’accordo di cooperazione.

La Difesa russa ha programmato una spesa di circa 30 miliardi di rubli (circa 1,3 miliardi di euro) per acquistare 278 mezzi militari IVECO nel 2011 e nel 2012, e potrebbe arrivare a 458 veicoli all’anno nel 2013 e nel 2014.

Russia, nuovo rinvio per il lancio del missile Bulava

Bulava

Il lancio di un missile Bulava

I test di lancio del missile balistico intercontinentale russo Bulava riprenderanno a breve, ma non entro questa settimana: lo ha riferito il Ministero della Difesa di Mosca.
Ad agosto lo Stato Maggiore russo aveva fissato la ripresa dei test per la prima decade di settembre, ma ai primi del mese il ministro della Difesa Serdjukov aveva poi annunciato un rinvio, dovuto alla necessità di risolvere alcuni problemi tecnici all’origine degli ultimi lanci falliti.

Ancora una falsa partenza dunque per la nuova arma in dotazione alle forze sottomarine russe, che sta facendo impazzire i tecnici per via dei continui malfunzionamenti emersi durante i test che si sono succeduti da sei anni a questa parte: su 12 prove di lancio effettuate dal 2004, solo 5 sono andati a buon fine.  L’ultimo missile, lanciato a dicembre 2009, era esploso nel cielo della Norvegia provocando uno spettacolare vortice luminoso e scatenando le proteste di Oslo.

L’enorme prudenza con cui la marina russa si sta approcciando al nuovo test testimonia quanto sia alta la tensione tra i militari: un nuovo fallimento, stando a quanto dichiarato da Serdjukov, comporterebbe una “totale revisione del sistema di costruzione del Bulava”. Tradotto dal politichese russo, significa che se il missile non dovesse ancora funzionare, a Mosca potrebbero cadere molte teste.

Vedi anche:
La Russia riprende i test di lancio del missile Bulava