Ucraina, lo staff di Saakashvili a libro-paga degli Usa

Mikheil Saakashvili con George W. BushLo stipendio dei membri dell’Amministrazione Regionale di Odessa, al cui vertice dallo scorso mese si trova l’ex presidente georgiano Mikheil Saakashvili, verrà pagato dagli Stati Uniti, che si occuperanno anche dell’addestramento delle forze di polizia della Regione. Ad annunciarlo su Facebook è stato lo stesso Saakashvili dopo aver incontrato l’Ambasciatore statunitense in Ucraina Geoffrey Pyatt: «Poliziotti californiani addestreranno le nostre nuove forze dell’ordine, mentre il governo degli Stati Uniti si è detto d’accordo ad accollarsi i salari dello staff del Governatore». Il feeling tra Saakashvili e gli Usa sembra dunque non conoscere crisi, anzi: l’ex leader della Georgia, che proprio grazie all’aiuto americano nel 2003 depose il presidente eletto Eduard Shevarnadze per instaurare un regime filo-atlantico, deve la sua seconda vita politica proprio ai suoi amici di Washington. Continua a leggere

La Transnistria teme un attacco congiunto da Ucraina e Moldavia

Transnistria-map-2-itLa recente nomina di Mikheil Saakashvili a governatore della Regione di Odessa potrebbe essere il preludio ad una possibile invasione della Transnistria, repubblica indipendentista incastonata tra l’Ucraina e la Moldavia, da parte delle forze armate dei due Paesi vicini. Lo riporta il giornale tedesco Die Tageszeitung, secondo il quale gli oppositori anti-Maidan di Odessa ritengono che l’arrivo al potere dell’ex presidente georgiano, amico ed ex consulente di quello ucraino Poroshenko, rappresenti l’intenzione dell’Ucraina di aprire un nuovo fronte di guerra. Ad alzare la tensione è proprio il passato di Saakashvili, che da presidente della Georgia nell’agosto 2008 attaccò le repubbliche indipendentiste di Abkhazia e Ossezia del Sud, formalmente in territorio georgiano ma abitate da popolazioni russofone. Continua a leggere

Addio a Eduard Shevardnadze, fu il diplomatico della Perestrojka

Eduard_ShevardnadzeSi racconta che quando era solo un alto funzionario del Partito Comunista in Georgia (all’epoca parte dell’Urss), osservando i delegati che lo salutavano con il pugno chiuso, Eduard Shevardnadze abbia esclamato: «Compagni, così non va! Avete tutti al braccio orologi di valore ben superiore ai vostri stipendi. Ciò vuol dire solo una cosa: qui c’è corruzione!». Forse le cose non andarono proprio così, ma sembra che proprio quella fama di incorruttibile giunse a Mosca e colpì Mikhail Gorbaciov, tanto da affidargli le redini della diplomazia sovietica da oltre vent’anni nelle mani dell’onnipotente Andrej Gromyko. Gorbaciov aveva infatti capito che, oltre che caratterizzare le riforme all’interno del blocco socialista, la Perestrojka doveva anche segnare il nuovo corso nelle relazioni internazionali. E per tali fini, serviva uno come Shevardnadze. Continua a leggere

Il Sogno Georgiano e la Rivoluzione delle Rose rinsecchite

Dopo quella Arancione in Ucraina e dopo quella dei Tulipani in Kirghizistan, anche l’ultima rivoluzione “colorata” rimasta in circolazione, quella delle Rose in Georgia, è arrivata al capolinea. Chi di marketing politico colpisce, di marketing politico perisce: potremmo così commentare a pesante sconfitta elettorale subita dal filo-americano Mikeil Saakashvili ad opera di Sogno Georgiano, un movimento d’opposizione dal nome ammiccante quasi quanto le Rose del presidente, che strappa un’inattesa maggioranza parlamentare e apre un futuro d’incognite per l’uomo che aveva promesso di tagliare i legami politici con l’ingombrante vicino russo. Tra dodici mesi la Georgia sarà infatti chiamata ad eleggere il suo nuovo capo dello Stato, e Saakashvili si presenterà a questa consultazione debole come mai è stato nella sua quasi decennale esperienza politica. Quando con la sua Rivoluzione delle Rose nel 2003 spodestò l’allora presidente, quell’Eduard Shevarnadze ministro degli Esteri della perestrojka gorbacioviana, si presentò al mondo come l’elemento di novità che avrebbe cambiato il volto non solo della Georgia ma anche dell’intero spazio ex sovietico. Continua a leggere