Ritrovati i componenti missilistici rubati in Romania

Sono stati ritrovati i componenti missilistici rubati la scorsa settimana a Giurgiu (Romania) da un treno merci che li stava trasportando in Bulgaria: il ritrovamento dei quattro container sarebbe avvenuto lunedì scorso nei pressi della cittadina di Chitila, nel sud della Romania, ma la conferma ufficiale che si trattava proprio del materiale scomparso è arrivata venerdì sera. A differenza di quanto riportato in precedenza, i detonatori rubati erano 80, non 64: Continua a leggere

Romania in allarme: rubato materiale missilistico

Da ieri pomeriggio è scattato l’allarme in tutto il territorio della Romania per un misterioso ed inquietante furto di materiale bellico: quattro container contenenti componentistica per la costruzione di 64 missili sono stati trovati vuoti dagli addetti della stazione ferroviaria di Giurgiu, durante una sosta effettuata dal treno che li stava trasportando in Bulgaria. Il convoglio era partito dalla città di Brazov (Romania centrale) e prima di fermarsi nella cittadina di confine aveva effettuato altre due soste tecniche: gli inquirenti Continua a leggere

Mosca non cambia idea: “Forniremo all’Iran i missili”

La Russia rispetterà gli accordi sottoscritti con l’Iran per la fornitura dei moderni sistemi antiaerei S-300: lo ha chiarito oggi il viceministro degli Esteri, Sergei Rjabkov, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Interfax.

Nessuna sospensione della vendita, dunque, ma semplicemente uno slittamento dei tempi, necessario a risolvere alcuni problemi tecnici. Due giorni fa la notizia della sospensione della vendita aveva dato vita ad una serie di ipotesi, tra cui anche quella dell’accordo segreto tra Russia, Israele ed Iran per giungere ad un patto di non aggressione tra Tel Aviv e Teheran.

Rjabkov ha inoltre ribadito la posizione russa sulle sanzioni contro Teheran: niet all’imposizione di sanzioni paralizzanti, come richieste da Israele. Le sanzioni, se imposte, dovrebbero aveve come obiettivo quello di rinforzare la non proliferazione nucleare: “Non possiamo parlare di sanzioni che potrebbero essere interpretate come una punizione per tutto il Paese e per il suo popolo”, ha spiegato il viceministro.

Intanto Mosca è tornata a minacciare di installare a sua volta missili tattici SS-26 “Iskander” nell’enclave russa di Kaliningrad, tra Polonia e Lituania, se gli Usa scheireranno in Romania e Bulgaria batterie di missili intercettori, nell’ambito del progetto di scudo spaziale: lo ha annunciato il ministro della Difesa, Anatoli Serdjukov, chiarendo che “se all’orizzonte appariranno ulteriori minacce allora gli Iskander (SS-26) saranno piazzati a Kaliningrad” .

Tra Russia e USA torna la tensione sullo scudo spaziale

A distanza di poco più di una settimana l’una dall’altra, Romania e Bulgaria hanno dato la loro disponibilità ad installare sul loro territorio parte del sistema di difesa antiaereo statunitense, suscitando viva preoccupazione a Mosca.

“Abbiamo chiesto esaurienti spiegazioni a Sofia e Bucarest – ha dichiarato il ministro degli esteri russo Sergeij Lavrov – e loro hanno promesso di darcene. Agli USA chiediamo intanto il perché di questa decisione e come mai dopo la Romania adesso abbiamo avuto una sorpresa anche dalla Bulgaria”.

Lavrov ha ribadito che esiste una visione comune tra Medvedev e Obama sul rischio di una proliferazione missilistica in Europa: lo stesso presidente americano ha deciso, alcuni mesi fa, di abbandonare il progetto che prevedeva un dispiegamento di missili USA nell’Europa Orientale, anche se in questa decisione un ruolo non da poco l’ha giocato la crisi economica statunitense, visti gli elevati costi del progetto.

Stando però alle dichiarazioni di Romania e Bulgaria, i piani di difesa missilistica americana sarebbero stati modificati, ed è proprio una spiegazione in tal senso che è vivamente attesa a Mosca.

Intanto Igor Smirnov, presidente dell’autoproclamata Repubblica di Transdniestria ha dichiarato che il suo Paese è pronto ad ospitare i missili russi, qualora Mosca ne facesse richiesta.

La Transdniestria, che non è stata mai riconosciuta da alcuno Stato, è un territorio a maggioranza russa (e per questo conserva buoni rapporti con Mosca) situata nella repubblica di Moldavia, al confine con l’Ucraina: si è proclamata indipendente già un anno prima del crollo dell’URSS, a cui ancora si ispira nella forma di stato, dalle caratteristiche tipiche del socialismo reale.
In realtà, secondo numerose organizzazioni internazionali, dietro l’immagine nostalgica della Transdniestria si cela un territorio nelle mani delle organizzazioni criminali, che ne hanno fatto un crocevia dei traffici illeciti (droga, armi e materiale nucleare) diretti ad Occidente e nei paesi arabi.

Romania e Bulgaria rialzano la tensione per lo scudo stellare