Polonia, sostegno di Varsavia all’opposizione bielorussa?

La Polonia avrebbe finanziato per almeno quattro anni l’opposizione al presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko: lo riferisce il quotidiano polacco Rzeczpospolita, precisando che una lista contenente nominativi di organizzazioni politiche, dissidenti, attivisti e media antigovernativi, oggetto del sostegno finanziario di Varsavia sarebbe sarebbe stata pubblicata su alcuni siti d’informazione statunitensi. Il documento, ritenuto attendibile, proverrebbe direttamente dal Dipartimento per la cooperazione del Ministero degli Esteri polacco. Nel documento si fa riferimento ai flussi di denaro trasferiti da Varsavia a Minsk a partire dal 2007, che fino all’inizio 2011 sarebbero serviti  ad organizzazioni non governative per la formazione di attivisti in occasione della campagna elettorale del dicembre 2010. Altri fondi, in precedenza, erano stati indirizzati a famiglie di vittime delle repressioni politiche, ad attivisti per i diritti umani e a media antigovernativi, e a rappresentanti della minoranza polacca. Continua a leggere

Primarie online e governo-ombra: in Russia l’opposizione cerca un’identità

Mentre in Italia ancora non è chiaro come verranno svolte le primarie del Partito Democratico e soprattutto se alla fine sarà valsa la pena di tutto il can-can di polemiche e attacchi verbali, in Russia la poliedrica opposizione anti-Putin cerca di assumere una fisionomia più precisa e avvia la propria riorganizzazione attraverso delle proprie “primarie”, che, stando alle prime dichiarazioni degli addetti ai lavori, si sono rivelate un successo. Non tanto per i numeri, quanto per il consenso raccolto dall’iniziativa in tutto il Paese: lo scorso weekend, infatti, 170mila russi si sono registrati online per partecipare alla consultazione e oltre 82mila persone (compreso qualche migliaio recandosi nel gazebo in piazza Trubnaja a Mosca) hanno votato per eleggere i 45 rappresentanti del Comitato di Coordinamento dell’Opposizione, una struttura con base nella capitale, che avrà il compito di “creare” un soggetto politico capace di proporsi come reale alternativa al dominio di Putin e di Russia Unita. Continua a leggere

Grandi manovre all’interno del centrosinistra russo

Per rivitalizzare una Sinistra in cerca d’identità è dovuto intervenire un signore ottantunenne, dal nome altisonante: Mikhail Gorbaciov, che negli ultimi anni ha assunto spesso posizioni molto critiche verso l’attuale leadership russa guidata da Vladimir Putin. L’ex presidente sovietico e Nobel per la Pace è pronto a tornare in politica, ridestando quel Partito Socialdemocratico Russo di cui fu a capo tra il 2001 e il 2004: “C’è una grande confusione nelle strutture dei partiti di sinistra e un nuovo partito d’ispirazione socialdemocratica potrebbe riunire fazioni politiche oggi distanti tra di loro”, – ha dichiarato l’uomo della perestrojka all’agenzia Interfax, dicendosi pronto a giocare un ruolo attivo nella formazione di una nuova forza nella sinistra russa. Continua a leggere

Servizio-shock sulle manifestazioni anti-Putin: proteste

Nuova giornata di protesta oggi nella capitale russa, ma stavolta, dopo tre mesi in cui hanno giocato all’attacco, i manifestanti anti-Putin hanno dovuto cambiare strategia e sono scesi in piazza per difendere loro stessi dalle accuse -pesantissime- emerse da un documentario trasmesso giovedì dall’emittente privata NTV. Il servizio, dal titolo “Anatomia di una protesta”, aveva posto l’accento sulla presunta scarsa spontaneità delle manifestazioni di piazza susseguitesi dallo scorso 4 dicembre: le immagini hanno mostrato diverse persone, molte di etnia centroasiatica, che affermavano di aver ricevuto compensi (il più delle volte generi alimentari, ma anche piccole somme di denaro) in cambio della loro partecipazione ai cortei dell’opposizione o di false interviste in cui “confessavano” di aver preso parte alle manifestazioni a sostegno di Putin dietro pagamento. Continua a leggere