Cremlino vs Movimenti colorati: la sfida si combatte ora sulla pubblicità

Manifestanti riuniti in Bolotnaja Ploschad' a dicembre 2011

E’ ormai trascorso un anno dall’inizio delle proteste di piazza contro Vladimir Putin, ma le polemiche e gli affondi tra i movimenti “colorati” da una parte e il Cremlino dall’altra non accennano a placarsi. Ultimamente poi, lo scontro sembra essersi spostato dalle strade all’etere televisivo, specie dopo che l’emittente privata NTV, principale TV commerciale russa e parte della divisione editoriale della Gazprom (quindi indirettamente controllata dal Cremlino), ha mandato in onda un servizio giornalistico che accusa Sergej Udaltsov, uno dei leader dell’opposizione, di aver organizzato le azioni anti-Putin con l’avallo del governo georgiano, a sua volta sostenuto dagli Usa: l’ultimo capitolo di una lunga serie di polemiche e di accuse incrociate tra il management di NTV e i supporter di Udaltsov ha dunque assunto un profilo prettamente economico. Continua a leggere

Russia, tempesta politica in arrivo: arrestato Udaltsov, leader anti-Putin

Prima “vittima” illustre del documentario-shock trasmesso la scorsa settimana dallemittente privata russa NTV, che mostrerebbe il leader della sinistra nazionalpopulista Sergei Udaltsov pianificare una serie di manifestazoni anti-Putin insieme ad uno dei principali fautori della Rivoluzione delle Rose in Georgia: si tratta proprio dello stesso Udaltsov, fermato dalle forze speciali russe con l’accusa di aver organizzato disordini di massa e rischia dieci anni di carcere.  Attualmente, l’uomo si trova in stato di fermo nei locali della SKR, la Commissione Investigativa russa, una struttura del Ministero dell’Interno che si occupa di reati politici a sfondo terroristico ed eversivo. L’arresto arriva a poco più di una settimana dalla messa in onda di “Anatomia di una protesta 2“, un reportage in cui una telecamera nascosta mostrava un uomo molto somigliante a Udaltsov incontrarsi a Minsk con il georgiano Givi Targamadze, molto vicino al presidente Saakashvili, e discutere sulle modalità per prendere il potere in diverse città della Russia. Continua a leggere

Russia, affondo della NTV: “I cortei anti-Putin pagati dall’estero”

L’emittente privata russa NTV ritorna ad occuparsi delle manifestazioni di piazza anti-Putin che hanno caratterizzato la campagna elettorale per le elezioni presidenziali 2012. E lo fa con un servizio esplosivo, “Anatomia di una protesta 2”, che accusa l’opposizione russa di agire solo grazie a finanziamenti dall’estero. Le immagini, mandate in onda giovedì e registrate (sembra) con una telecamera nascosta, mostrerebbero l’incontro tra Sergej Udaltsov, uno dei leader della protesta, con un importante politico georgiano, Givi Targamadze, presidente della commissione parlamentare per la difesa e la sicurezza del suo paese, e descritto soprattutto come “esperto organizzatore delle manifestazioni di massa che furono alla base delle rivoluzioni colorate del passato decennio”. Immediate le proteste delle forze anti-Putin, che parlano di accuse volte solo a delegittimare un avversario scomodo. Ma non è la prima volta che NTV, emittente privata ma con azioni detenute dalla Gazprom, mostra le manifestazioni di piazza dello scorso inverno sotto una luce diversa. Continua a leggere

Servizio-shock sulle manifestazioni anti-Putin: proteste

Nuova giornata di protesta oggi nella capitale russa, ma stavolta, dopo tre mesi in cui hanno giocato all’attacco, i manifestanti anti-Putin hanno dovuto cambiare strategia e sono scesi in piazza per difendere loro stessi dalle accuse -pesantissime- emerse da un documentario trasmesso giovedì dall’emittente privata NTV. Il servizio, dal titolo “Anatomia di una protesta”, aveva posto l’accento sulla presunta scarsa spontaneità delle manifestazioni di piazza susseguitesi dallo scorso 4 dicembre: le immagini hanno mostrato diverse persone, molte di etnia centroasiatica, che affermavano di aver ricevuto compensi (il più delle volte generi alimentari, ma anche piccole somme di denaro) in cambio della loro partecipazione ai cortei dell’opposizione o di false interviste in cui “confessavano” di aver preso parte alle manifestazioni a sostegno di Putin dietro pagamento. Continua a leggere