Snowden chiede la protezione di Mosca: “Minacce di morte dagli Usa”

Edward Snowden, l’ex tecnico informatico al centro del Datagate, lo scandalo-intercettazioni che vede coinvolta la National Security Agency statunitense, chiederà alle autorità russe di rafforzare le misure di protezione sulla sua persona, dopo essere stato oggetto di minacce di morte: lo ha annunciato il suo legale Anatolj Kucherena, che si è detto preoccupato dal tono di alcuni post pubblicati dal sito americano BuzzFeed, “che contengono potenziali e implicite minacce alla sua vita”. Tra le tante dichiarazioni, una, in particolare, sembra dare in dettaglio istruzioni su come Snowden potrebbe essere facilmente assassinato a Mosca, dove attualmente risiede a seguito della concessione, da parte del governo russo, di un status temporaneo di rifugiato politico. Ed è proprio questa estrema precisione a far temere che non possa trattarsi solo di un semplice insulto via web, come i tanti che ogni giorno vengono pubblicati sui social network di tutto il mondo. Continua a leggere

Il New York Times: “Reti informatiche russe più volte violate dagli Usa”

InternetGli Usa hanno più volte violato le reti informatiche militari russe e sono riusciti a spiare i computer non connessi al web grazie a un programma che utilizza frequenze radio: un rapporto pubblicato oggi dal New York Times riferisce che la penetrazione delle cyberspie americane è stata possibile grazie ad un software chiamato in codice “Quantum“, che secondo il giornale sarebbe già stato usato in passato contro l’esercito cinese ma anche contro i cartelli della droga messicani, le istituzioni economiche europee ed alcuni obiettivi terroristici in Pakistan, India e Arabia Saudita. Stando a quanto dichiarato al NYT da un’ anonima fonte vicina ai vertici militari americani, circa 100mila computer sarebbero stati violati dal 2008 in tutto il pianeta. “Quantum” funzionerebbe tramite dei microcircuiti e delle schede Usb segretamente inserite all’interno dei computer, che permetterebbero così di intercettare le loro comunicazioni anche al di fuori di una connessione a internet, tramite le onde radio. Il rapporto – scrive il New York Times – è basato su documenti riservati della NSA, molti diffusi dal fuggitivo Edward Snowden: ciò lascia intendere, pur senza affermarlo esplicitamente, che dietro questa azione ci sia proprio l’agenzia per la sicurezza nazionale di Washington. Continua a leggere

Caso-Snowden, è gelo fra Russia e Usa: salta il viaggio di Obama a Mosca?

Il vertice tra Barack Obama e Vladimir Putin, in programma a Mosca il prossimo mese di settembre, potrebbe essere annullato se Edward Snowden per quella data si troverà ancora nella capitale russa: è quanto scrive oggi l’autorevole quotidiano russo  Kommersant, che cita una fonte ritenuta molto vicina al Dipartimento di Stato americano. La misteriosa fonte – riporta il giornale russo – ritiene altamente improbabile che il presidente Usa possa condividere con l’ex analista del Nsa la propria presenza a Mosca, tanto che il Dipartimento di Stato avrebbe già comunicato al Ministero degli Esteri russo di volersi avvalere di questa possibile forma di ritorsione contro l’ostentata “neutralità” russa nella vicenda, che Washington ritiene invece un implicito sostegno alla fuga dell’uomo del Datagate. Continua a leggere

Spie come loro: gli uomini invisibili che combatterono la Guerra Fredda

Ha decisamente l’aspetto del classico nerd, il “secchione” da college americano, l’uomo che in queste ore è diventato il fuggitivo più ricercato del mondo. Edward Snowden, l’ex tecnico informatico della CIA e della NSA ricercato dagli Usa per aver rivelato al quotidiano inglese The Guardian l’esistenza del PRISM, il programma di intercettazioni telefoniche poste in atto dalle agenzie per la sicurezza nazionale americane, è sparito: nessuno sa dove sia, forse su un volo diretto a Cuba o in Sudamerica, o forse semplicemente a Mosca, in una zona riservata dell’aeroporto di Sheremetevo oppure in qualche luogo segreto sotto protezione del governo russo, che nelle scorse settimane non aveva escluso di potergli concedere asilo politico se fosse pervenuta una sua regolare richiesta. Una vicenda dai contorni ancora oscuri, che ha assunto le fattezze di una spy-story da quando l’uomo ha lasciato Hong Kong, dove si era rifugiato, a bordo di un aereo dell’Aeroflot diretto nella capitale russa. Continua a leggere