Il furbo Navalnyj e la miopia dei media mainstream

Come c’era da attendersi, oggi sui media occidentali trova ampio risalto la notizia dell’arresto del blogger russo Aleksej Navalnyj, corredata ovviamente da commenti sdegnati di tante anime belle che – come capita spesso quando si parla di Russia – fissano il dito quando gli si indica la luna. Una regola base di un buon giornalismo consiste nel dare la notizia in modo completo, affinchè il lettore/telespettatore possa farsi un’idea tutta sua: con il caso Navalnyj, naturalmente, ciò non è avvenuto. Il titolo sparato per tutta la giornata di ieri da TV e siti web è stato che il blogger russo, oppositore di Vladimir Putin e “attivista per i diritti umani” (locuzione così inflazionata ultimamente da aver svilito i nobili intenti di tante battaglie) è finito in manette assieme ad altre centinaia di suoi seguaci per aver indetto una manifestazione contro la corruzione dilagante in Russia per opera del premier Dmitri Medvedev. Ora, la notizia di un oppositore che finisce in carcere per aver protestato contro la corruzione di un governo genera senza dubbio sdegno in chiunque, incluso in chi scrive. Solo che quella notizia è stata mutilata di alcuni particolari, che forse avrebbero potuto darle un connotato leggermente differente. Continua a leggere

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Primarie online e governo-ombra: in Russia l’opposizione cerca un’identità

Mentre in Italia ancora non è chiaro come verranno svolte le primarie del Partito Democratico e soprattutto se alla fine sarà valsa la pena di tutto il can-can di polemiche e attacchi verbali, in Russia la poliedrica opposizione anti-Putin cerca di assumere una fisionomia più precisa e avvia la propria riorganizzazione attraverso delle proprie “primarie”, che, stando alle prime dichiarazioni degli addetti ai lavori, si sono rivelate un successo. Non tanto per i numeri, quanto per il consenso raccolto dall’iniziativa in tutto il Paese: lo scorso weekend, infatti, 170mila russi si sono registrati online per partecipare alla consultazione e oltre 82mila persone (compreso qualche migliaio recandosi nel gazebo in piazza Trubnaja a Mosca) hanno votato per eleggere i 45 rappresentanti del Comitato di Coordinamento dell’Opposizione, una struttura con base nella capitale, che avrà il compito di “creare” un soggetto politico capace di proporsi come reale alternativa al dominio di Putin e di Russia Unita. Continua a leggere