Le tensioni Russia-Turchia si riflettono sul Nagorno-Karabakh

Azeri_tanks_in_Nagorno-KarabakhMosca ha pochi giorni fa annunciato l’apertura di una linea di credito da 200 milioni di dollari in favore dell’Armenia per consentirle l’acquisto di modernissimi sistemi missilistici russi, da quelli anti-carro a quelli anti-aereo portatili, oltre che accessori per ammodernare i carri armati attualmente in dotazione all’esercito armeno. La decisione russa di diffondere la notizia della consegna delle armi a Yerevan è alquanto anomala. In primis perché la Russia ha finora sempre rispettato la scelta politica dell’Armenia di mantenere una forte riservatezza sulle proprie spese militari, per evitare fughe di informazioni verso l’Azerbaijan, contro cui combatte da anni una guerra non dichiarata per il controllo del Nagorno-Karabakh, enclave armena in territorio azero resasi indipendente nel 1992 e sostenuta da Yerevan. Continua a leggere

Dilemmi del Ventunesimo secolo: che ne facciamo degli Stati Non Riconosciuti?

Assemblea Generale dell'OnuIn principio furono la Repubblica Democratica Araba del Saharawi nel 1976 e la Repubblica Turca di Nord Cipro nel 1983. La prima proclamata con il sostegno dell’Algeria nel Sahara Occidentale, la seconda come conseguenza dell’ occupazione turca dei territori settentrionali dell’isola di Cipro. Due Stati che si univano alle molteplici proclamazioni d’indipendenza che nei vent’anni precedenti avevano caratterizzato la decolonizzazione in Africa, ma che, a differenza delle ex colonie nel Continente Nero, non ottenevano riconoscimento dalla comunità internazionale se non da una sparuta minoranza di governi: “Stati Non Riconosciuti”, come vennero denominati dai manuali di diritto internazionale dell’epoca, a cui venivano dedicate poche righe proprio a testimoniare come quel fenomeno – del tutto inedito – avesse comunque un peso esiguo nelle relazioni tra i vari Paesi a cui i giuristi cercavano di dare delle norme a tutela della convivenza pacifica.
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Abbattuto un elicottero, è altissima tensione tra Azerbaijan e Armenia

Mi-24DLe forze armate dell’Azerbaijan del distretto di Agdam hanno abbattuto questo pomeriggio un elicottero militare armeno che aveva – secondo Baku – violato lo spazio aereo azero: la notizia è stata confermata dal Ministero della Difesa, che ha anche annunciato un dispiegamento di soldati nella zona. Il velivolo, un Mi-24 con le insegne dell’autoproclamata repubblica del Nagorno-Karabakh, controllata dall’Armenia, sarebbe stato abbattuto dalla contraerea – secondo quanto riferito dalle autorità azere – mentre era impegnato in un’azione contro le postazioni militari dell’Azerbaijan. Da alcuni giorni le forze armate armene sono impegnate in esercitazioni al confine con il Nagorno-Karabakh, che per il governo di Baku avevano il solo scopo di provocare un incidente tra i due Paesi. Dal canto suo, il Ministero degli Esteri armeno ha condannato duramente l’abbattimento del velivolo, accusando a sua volta l’Azerbaijan di lanciare nuove provocazioni per minare i negoziati e gli sforzi compiuti dall’Armenia e dalla comunità internazionale per organizzare una soluzione pacifica del conflitto per il controllo della regione. Continua a leggere

La Svizzera: impegno dell’Osce per un accordo sul Nagorno-Karabakh

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERALa Svizzera si impegnerà a sostenere i colloqui di pace per una soluzione pacifica all’annoso conflitto del Nagorno-Karabakh, durante la sua presidenza di turno dell’Osce, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Lo ha annunciato venerdì il ministro degli Esteri svizzero Didier Burkhalter durante un incontro con il suo omologo azero Elmar Mammadjarov, a latere del Consiglio dei ministri dell’Osce tenuto a Kiev il 5 e il 6 dicembre. Mammadjarov ha sottolineato che la riapertura dei negoziati passa attraverso un necessario ritiro delle forze armate armene dalla regione contesa, che si trova in territorio dell’Azerbaijan ma è rivendicata dall’Armenia fin dal 1988, quando ancora le due repubbliche facevano parte dell’Urss. La situazione nel Nagorno-Karabakh precipitò nell’estate 1991, all’indomani del fallito golpe contro Gorbaciov, origine di un effetto-domino che avrebbe portato di lì a pochi mesi alla dissoluzione dell’Unione Sovietica. Continua a leggere