Ucraina, NATO e nuova dottrina militare russa: torna la “cortina di ferro”

Un lancio missilisticoA pochi giorni dalla decisione dell’Ucraina di abbandonare il suo status di “Paese non allineato” e di aderire alla NATO, la Russia ha varato una versione aggiornata della sua dottrina militare, che riflette l’emergere di nuove minacce contro la sua sicurezza nazionale: tra di esse, il riarmo della NATO e il concetto dell’Attacco Fulmineo Immediato (Prompt Global Strike), cuore della nuova strategia militare americana. Il nuovo corso è stato approvato oggi da Vladimir Putin: rimane invariato, rispetto alla versione precedente del 2010, l’impiego dell’esercito, che continua ad essere solo uno strumento di difesa che Mosca si impegna a utilizzare solo come ultima risorsa nella risoluzione dei contenziosi internazionali.  Immutati anche i principi di utilizzo delle armi nucleari: il loro obiettivo primario continuerà ad essere quello di un deterrente ad un attacco nucleare verso la Russia, che potrebbe decidere di avvalersene solo in risposta ad un’ azione militare contro di lei attraverso armamenti nucleari, ma anche con quelli convenzionali.
Continua a leggere

I nuovi missili “Bulava” installati sui sommergibili russi

Il nuovo missile balistico intercontinentale russo Bulava è pronto ad entrare in servizio: lo ha annunciato il presidente Dmitrij Medvedev. Il vettore sarà in dotazione ai nuovi sommergibili classe Borej che Mosca sta collaudando da qualche mese. La decisione di dotare definitivamente le forze sottomarine russe dei Bulava è stata ufficializzata ieri sera dal Cremlino, dopo il completamento di una fase di sperimentazione di 19 lanci missilistici in sette anni, durante i quali non sono mancati grattacapi per scienziati e tecnici russi. Dopo una prima serie di lanci riusciti, tra il 2009 e il 2010 si sono verificati diversi incidenti che, oltre a mettere in discussione il futuro del progetto stesso, hanno messo a rischio anche la pace, come quando nel dicembre 2009 l’esplosione di un razzo nei cieli della Norvegia portò Mosca e Oslo ad un passo dall’incidente diplomatico. Poi, alla fine del 2010, la scoperta di un difetto nella fase di assemblaggio dei propulsori ha consentito di riprendere con successo i collaudi, fino agli ultimi decisivi lanci del 23 dicembre scorso dalla neonata unità sottomarina “Jurij Dologoruky”, che dal Mar Bianco hanno centrato i bersagli a più di 6.000 chilometri di distanza, nella penisola della Kamchatka.

“La nostra industria ha mostrato che può essere capace di creare nuovi, moderni ed altamente efficienti modelli di armi strategiche. Una di queste è il missile Bulava”, ha commentato martedì il presidente russo, durante un incontro con i vertici militari.

Secondo i piani di ammodernamento delle forze sottomarine, i Bulava saranno destinati a occupare un ruolo centrale al pari di quello dei Topol-M utilizzati dalle forze strategiche terrestri. Al momento, il solo sommergibile ad averli come dotazione di bordo è appunto lo “Jurij Dolgoruky”, successivamente i nuovi vettori saranno installati sull’ “Aleksandr Nevskij”, sul “Vladimir Monomach” e sullo “Svjatitel Nikolaj”, tutte unità sottomarine della Classe Borej prossime a prendere il mare.

Vettore a propellente solido-liquido composto da tre stadi, il missile Bulava ha una gittata di 8.000 chilometri e può trasportare fino a 10 testate nucleari multiple.

Ritrovati i componenti missilistici rubati in Romania

Sono stati ritrovati i componenti missilistici rubati la scorsa settimana a Giurgiu (Romania) da un treno merci che li stava trasportando in Bulgaria: il ritrovamento dei quattro container sarebbe avvenuto lunedì scorso nei pressi della cittadina di Chitila, nel sud della Romania, ma la conferma ufficiale che si trattava proprio del materiale scomparso è arrivata venerdì sera. A differenza di quanto riportato in precedenza, i detonatori rubati erano 80, non 64: Continua a leggere

Romania in allarme: rubato materiale missilistico

Da ieri pomeriggio è scattato l’allarme in tutto il territorio della Romania per un misterioso ed inquietante furto di materiale bellico: quattro container contenenti componentistica per la costruzione di 64 missili sono stati trovati vuoti dagli addetti della stazione ferroviaria di Giurgiu, durante una sosta effettuata dal treno che li stava trasportando in Bulgaria. Il convoglio era partito dalla città di Brazov (Romania centrale) e prima di fermarsi nella cittadina di confine aveva effettuato altre due soste tecniche: gli inquirenti Continua a leggere