Marine Le Pen: “Ammiro Putin perchè è un politico che difende la sua gente”

Marine Le Pen«Ho stima per Vladimir Putin, perché mi piacciono i leader che non permettono ad altre nazioni di imporre loro le decisioni. Come del resto fa anche la Merkel». Dalle pagine di Der Spiegel di questa settimana ecco la Marine Le Pen che non ti aspetti, che lancia petali di fiori verso l’ “odiata” Angela Merkel. Fiori di cactus per la verità, visto che il termine di paragone non può certo piacere alla Cancelliera tedesca, per tutta l’intervista oggetto di duri attacchi da parte della leader del Front National. «Sono state dette tante cose negative a proposito della Russia, perché per anni è stata demonizzata su ordine degli Stati Uniti. Invece, dovrebbe essere una delle principali caratteristiche di un paese europeo formarsi una propria opinione e di non vedere tutto dalla prospettiva degli USA», ha dichiarato la Le Pen. Ad una settimana dal trionfo elettorale alle Europee, la donna che è stata in grado di trasformare un partito di nicchia nello schieramento più votato in Francia parla già come un leader di governo. Ed espone il suo punto di vista sulle questioni di attualità politica. Continua a leggere

Ora anche il vice della Merkel critica l’Ue: “Commessi gravi errori in Ucraina”

Angela_MerkelL’Europa ha la sua parte di colpe per la crisi in Ucraina, sebbene non ci siano giustificazioni per il comportamento della Russia nei confronti dell’ex repubblica sovietica: arrivano dalla Germania nuove critiche sull’azione dell’Ue nei confronti di Kiev, ma stavolta a parlare non è l’ex cancelliere Gerhard Schroeder, ma colui che ne ha preso il posto alla guida dei socialdemocratici tedeschi, Sigmar Gabriel, attualmente vice di Angela Merkel. “L’Unione Europea ha senza dubbio commesso degli errori, sebbene ciò non solleva la Russia dalle sue colpe per aver esacerbato la crisi”, ha dichiarato l’esponente Spd al quotidiano tedesco Rheinische Post, ricollegandosi a quanto dichiarato dal suo predecessore la scorsa settimana: “Non è stata affatto una mossa intelligente quella di dare agli ucraini l’impressione che dovevano decidere tra la Russia e l’Ue” Continua a leggere

Per Putin primo tour europeo sull’asse Minsk-Berlino-Parigi

Comincia oggi una due-giorni d’incontri per Vladimir Putin, alla sua prima uscita internazionale dopo il ritorno al Cremlino: dopo aver (volutamente) saltato il G8 di Camp David, il neopresidente russo oggi tornerà a calcare il palcoscenico dei vertici internazionali in Bielorussia, dove incontrerà Aleksandr Lukashenko, successivamente si sposterà in Germania per un vertice con Angela Merkel, e concluderà il suo tour in Francia dove è atteso dal neoeletto presidente François Hollande. Tre tappe non scelte a caso. La Bielorussia, isolata dall’Occidente ma non da Mosca, mantiene forti i legami con il Cremlino, soprattutto ora che Lukashenko ritrova come suo omologo un personaggio con cui sembra intendersi meglio rispetto a Medvedev: la Russia guarda molto attentamente a Minsk e alla sua economia, disastrata dalla svalutazione dello scorso anno ma per questo appetibile per via della facilità con cui il premier Mjasnikovic può svendere i gioielli di famiglia (Gazprom ha già fatto un sol boccone della compagnia energetica bielorussa Beltransgaz). Continua a leggere

Julija Timoshenko, la nuova vittima della febbre dell’oro (blu)

Sembra passata un’era geologica dall’ultimo grande boicottaggio di una manifestazione sportiva a carattere internazionale: era il 1984 e il blocco sovietico rifiutò di partecipare ai Giochi Olimpici di Los Angeles, come risposta all’altrettanto clamoroso boicottaggio americano delle Olimpiadi di Mosca del 1980, voluto dall’allora presidente Jimmy Carter come ritorsione all’invasione sovietica dell’Afghanistan. Oggi, quasi trent’anni dopo, il fantasma del boicottaggio ricompare in Europa, quasi alle stesse latitudini di quello del 1980, ma vede stavolta fronteggiarsi la Germania e l’Ucraina, o meglio vede la donna più potente d’Europa correre in aiuto di quella che fu la donna più potente d’Ucraina: secondo quanto riferito dal settimanale Der Spiegel, il cancelliere Angela Merkel avrebbe minacciato di ritirare la nazionale tedesca dai Campionati europei di calcio, che si disputeranno tra meno di due mesi in Ucraina e Polonia, per protestare contro la detenzione dell’ex premier Julija Timoshenko, vittima di un presunto complotto politico ordito dal suo eterno rivale politico Viktor Janukovic. Continua a leggere