Giornalisti russi arrestati in Ucraina. L’Osce condanna: no alle intimidazioni

Attraverso una lettera indirizzata al ministro degli interni ucraino Avakov, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce) ha fermamente condannato la detenzione di due giornalisti della testata online russa Lifenews.ru per opera delle autorità ucraine, definendo “inaccettabili” i boicottaggi e le intimidazioni messe in atto contro gli operatori dei media in Ucraina. Nella missiva, il rappresentante Osce per la libertà d’informazione Dunja Mijatovic ha chiesto la scarcerazione dei giornalisti, arrestati domenica mentre si trovavano nell’Est del Paese, e l’apertura formale di un’inchiesta sull’accaduto. Mijatovic ha inoltre espresso rincrescimento per la vicenda che ha visto protagoniste le troupe televisive russe di Kanal 1, NTV, TVC e Zvezda, a cui nei giorni scorsi le autorità ucraine hanno negato l’ingresso nel Paese Continua a leggere

Russia Oggi: “Nessun legame con la nuova Agenzia di stampa voluta da Putin”

newspaperL’imminente nascita di Rossija Segodnja, il nuovo gruppo editoriale a controllo statale che incorporerà l’Agenzia di stampa RIA Novosti e la radio internazionale Golos Rossij (La Voce della Russia), sta creando qualche problema di omonimia. Non è stata infatti un’ idea indovinatissima quella di scegliere un nome che – come ci si sarebbe dovuto aspettare – rischia di generare imbarazzanti equivoci, cosa che nel mondo dei media può risultare particolarmente scomoda. “Rossija Segodnja” in inglese suona come “Russia Today”, che è il nome dell’emittente satellitare all-news multilingua anch’essa a controllo statale, ma che (almeno per ora) non farà parte del progetto. Il medesimo problema si pone, in maniera più grave, anche per una serie di testate internazionali indipendenti collegate al progetto editoriale Russia Beyond the Headlines (RBTH), realizzato dal quotidiano russo Rossijskaja Gazeta. Sotto l’egida di Russia Beyond the Headlines vengono infatti pubblicati supplementi mensili dedicati alla Russia contemporanea su 28 diversi quotidiani in 22 Paesi. Continua a leggere

Allarme dei giornalisti bulgari: “Il governo ha ormai il controllo dell’informazione”

Nel settore dei media bulgari si stanno creando condizioni di monopolio dell’informazione che rischiano di riportare il paese indietro ai tempi della dittatura comunista: è questo il senso dell’allarme lanciato da alcuni giornalisti bulgari a proposito della concentrazione di tv, radio e giornali nel gruppo editoriale NBMG (New Bulgarian Media Group), che ad oggi controlla quasi l’80% della carta stampata bulgara: dal Telegraf al Weekend (rispettivamente il più venduto quotidiano e settimanale del Paese), passando per i giornali Monitor e Vseki Den e per una serie innumerevoli di testate locali, fino al magazine Politika. A cui si aggiungono l’emittente radio-televisiva musicale Voice, le radio Magic, Vitosha e Veselina e il canale Tv generalista BBT. In effetti, tale concentrazione di potere mediatico nelle mani di un solo gruppo suscita preoccupazione anche presso Reporters Sans Frontiere, che nel suo report annuale sulla libertà di stampa nel mondo ha collocato la Bulgaria (paese membro dell’Ue dal 2007) in una poco dignitosa ottantesima posizione: un risultato scaturito – si legge nelle note dell’Organizzazione –  a causa della mancanza di volontà, da parte del governo, di affrontare il problema delle violazione della libertà di stampa nel Paese. Continua a leggere