Mosca programma un’imponente esercitazione aeronavale sul Baltico

Le forze navali e aeree appartenenti alla Flotta del Baltico russa saranno impegnate il prossimo 8 agosto in una serie di esercitazioni tattiche su larga scala nell’enclave russa di Kalingrad: secondo quanto riferito dai vertici militari russi, il programma prevede l’impiego di almeno 500 uomini, dislocati su navi da guerra e di supporto, aerei da combattimento e incrociatori. L’aviazione sarà la grande protagonista dei “giochi di guerra” sul Baltico: le navi, che svolgeranno esercitazioni riguardanti la difesa aerea, interagiranno sia con i mezzi aerei della Marina e che con quelli dell’aeronautica, nello specifico i nuovi caccia Sukhoj Su-27 (che molti esperti militari ritengono i più temibili “concorrenti” degli F-35, in dotazione alle forze NATO), e i bombardieri tattici Sukhoj Su-24, che simuleranno azioni d’attacco su obiettivi terrestri.  Continua a leggere

Gli Usa dispiegano i “Patriot” in Polonia. Tensione a Mosca

Il lancio di un "Patriot"

Il lancio di un missile "Patriot"

Gli Stati Uniti hanno avviato lo scorso 24 maggio il dispiegamento di batterie di missili “Patriot” a ottanta kilometri dal confine con la Russia, nella base di Morag, che dovrebbe ufficialmente diventare operativa nel 2012: di fronte all’immediata richiesta di chiarimenti giunta da Mosca, Varsavia ha spiegato che si tratta solo dell’applicazione di un accordo stipulato nel 2008 dall’allora presidente George Bush e dall’ex presidente Kaczynski, che prevede la presenza nella base di militari americani nel ruolo di addestratori dell’esercito polacco.

Tale spiegazione non ha però convinto il Cremlino, che lamenta l’eccessiva vicinanza dei missili ai confini dell’enclave di Kaliningrad, dove, per ritorsione, la Russia sta pensando di dispigare a sua volta batterie missilistiche SS-26 “Iskander” al di qua del confine con la Polonia: ad avanzare questa ipotesi è stato il presidente della Duma Boris Gryzlov, che in un’ intervista televisiva ha dichiarato di non essere tranquillo degli sviluppi della situazione, e che la Camera Bassa del Parlamento russo discuterà presto di un rafforzamento militare nella regione di Kaliningrad.

Il viceministro degli Esteri Aleksandr Gruško ha a sua volta dichiarato che nulla giustifica questa decisione del governo di Varsavia, il quale ha risposto, tramite il ministro degli Esteri Sikowski, affermando che la Polonia, quale membro della NATO, ha tutto il diritto di adottare misure per tutelare la sicurezza dei propri confini.

Le nuove tensioni sui “Patriot” rischiano di far naufragare il clima di amicizia e di cooperazione che si era instaurato tra Mosca e Varsavia dopo il tragico incidente aereo di Smolensk dello scorso 10 aprile, costato la vita al presidente polacco Kaczynski e a numerosi membri del governo e delle istituzioni: nei giorni successivi Russia e Polonia avevano avviato una serie di attività congiunte per risalire alle cause del disastro, tanto che molti avevano parlato di un “nuovo corso” tra i due paesi ex alleati.

Mosca non cambia idea: “Forniremo all’Iran i missili”

La Russia rispetterà gli accordi sottoscritti con l’Iran per la fornitura dei moderni sistemi antiaerei S-300: lo ha chiarito oggi il viceministro degli Esteri, Sergei Rjabkov, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Interfax.

Nessuna sospensione della vendita, dunque, ma semplicemente uno slittamento dei tempi, necessario a risolvere alcuni problemi tecnici. Due giorni fa la notizia della sospensione della vendita aveva dato vita ad una serie di ipotesi, tra cui anche quella dell’accordo segreto tra Russia, Israele ed Iran per giungere ad un patto di non aggressione tra Tel Aviv e Teheran.

Rjabkov ha inoltre ribadito la posizione russa sulle sanzioni contro Teheran: niet all’imposizione di sanzioni paralizzanti, come richieste da Israele. Le sanzioni, se imposte, dovrebbero aveve come obiettivo quello di rinforzare la non proliferazione nucleare: “Non possiamo parlare di sanzioni che potrebbero essere interpretate come una punizione per tutto il Paese e per il suo popolo”, ha spiegato il viceministro.

Intanto Mosca è tornata a minacciare di installare a sua volta missili tattici SS-26 “Iskander” nell’enclave russa di Kaliningrad, tra Polonia e Lituania, se gli Usa scheireranno in Romania e Bulgaria batterie di missili intercettori, nell’ambito del progetto di scudo spaziale: lo ha annunciato il ministro della Difesa, Anatoli Serdjukov, chiarendo che “se all’orizzonte appariranno ulteriori minacce allora gli Iskander (SS-26) saranno piazzati a Kaliningrad” .