Bruxelles, i servizi israeliani: gli attentatori non erano kamikaze. E sono vivi

Attentato BruxellesKhalid e Ibrahim El-Bakraoui, i due uomini identificati come gli autori dell’attentato all’Aeroporto di Bruxelles, non sarebbero morti suicidi nell’azione ma ancora vivi e in fuga. Lo riferisce l’agenzia d’informazione israeliana Debka, molto vicina ad ambienti d’intelligence, per i quali le varie tracce finora raccolte dagli inquirenti belgi metterebbero in discussione la versione dell’attacco kamikaze. Secondo le fonti citate da Debka, e riconducibili ad analisti dell’antiterrorismo di Israele, a provocare la strage non sono state cinture esplosive, bensì le valigie piene di tritolo (ben visibili dalle immagini del circuito interno dell’aeroporto) che i terroristi hanno lasciato davanti ai desk dell’American Airlines per farle esplodere a distanza poco dopo. A portare gli israeliani verso questa ipotesi sono stati i numerosi referti ospedalieri che hanno riscontrato sulle vittime dell’esplosione numerose ferite al ventre e agli arti inferiori: queste sarebbero incompatibili con una deflagrazione causata da una cintura esplosiva indossata da un kamikaze, che invece avrebbe dovuto  colpire soprattutto il torace e gli arti superiori di chi si trovava nelle vicinanze. Continua a leggere

Siria, la Russia in guerra contro l’ISIS: dislocati mezzi tra Homs e Aleppo

Tank russiLe truppe russe in Siria sono già impegnate in combattimenti contro le milizie dell’ISIS: lo riferisce l’agenzia israeliana Debka, citando fonti militari e di intelligence. A dispetto della posizione ufficiale di Mosca, che parla solo di mera assistenza militare alle truppe di Assad, le fonti israeliane riferiscono del dislocamento sul terreno di sofisticati veicoli militari russi, avvistati la scorsa settimana sull’autostrada che collega Homs ad Aleppo, seconda città siriana assediata da mesi dai miliziani dello Stato Islamico. Si tratterebbe di carri blindati BTR-82 in dotazione alle truppe della Marina, accompagnati dagli ultratecnologici R-166-0.5, in ambienti NATO chiamati “war room mobili” per la loro capacità di emettere segnali radio ad alta ed altissima frequenza in grado di resistere ad azioni di disturbo elettromagnetico, che consentono di comunicare con le truppe impegnate in battaglia nel raggio di mille chilometri Continua a leggere

Guerra in Ucraina, Israele si propone di mediare tra Kiev e Mosca

lavrov-liebermanIsraele crede che Russia e Ucraina possano intavolare una trattativa, e per questo si offre di mediare per una definitiva soluzione della crisi che ormai da un anno vede Kiev e Mosca ai ferri corti: ne è convinto Avigdor Lieberman, ministro degli Esteri del governo Netanyahu, tanto da ribadirlo in un’intervista rilasciata all’agenzia RIA Novosti. «La neutralità di Israele in questo conflitto rappresenta una buona base di partenza per i tentativi di mediazione, – ha dichiarato ieri Lieberman durante la sua visita a Mosca – e noi più volte abbiamo annunciato la nostra intenzione di andare oltre le semplici parole». Nato cittadino sovietico cinquantasei anni fa in Moldavia (allora facente parte dell’Urss), forse proprio per questo Lieberman sembra essere particolarmente coinvolto dai tentativi di pacificazione dell’Ucraina orientale. Continua a leggere

La guerra verbale tra Israele e Turchia pone già fine allo “spirito di Parigi”

Bandiere di Turchia e IsraeleE’durato poco lo “spirito di Parigi”, giusto il tempo di mostrarsi alle telecamere alla Marche Republicaine in memoria delle vittime del terrorismo jihadista che il 7, l’8 e il 9 gennaio scorsi ha sconvolto la vita frenetica della capitale francese. Ed in effetti era da utopisti pensare che marciare insieme in ricordo dei giornalisti di Charlie Hebdo, dei clienti del supermercato kosher e dei poliziotti uccisi avrebbe potuto cancellare anni di tensioni e accuse tra i leader mondiali. Eppure, vedendo marciare uniti verso la medesima direzione il premier Benjamin Netanyahu, il presidente palestinese Abu Mazen e il premier turco Ahmet Davutoglu, chi non ha – anche se per un istante – pensato che in quel momento la Storia potesse cambiare? Ma si sa che le utopie esistono perchè esistono leader politici che le rendono tali. Continua a leggere