L’Artico è zona militare ma la Russia non è pronta ad un’eventuale guerra

Artico russoSalvo colpi di scena dell’ultimo minuto, il caso dei trenta attivisti di Greenpeace, arrestati a settembre dalla polizia russa per aver aver tentato di assaltare una piattaforma petrolifera di Mosca nell’Artico, starebbe per giungere in queste ore ad una svolta: un gruppo di nove militanti potrebbe essere scarcerato a breve dietro il pagamento di una cauzione di circa 55mila euro, il che lascerebbe sperare in un ulteriore ammorbidimento delle autorità russe nei confronti dei restanti ventuno arrestati. La grande copertura mediatica che ha ricevuto la vicenda si è – giustamente – concentrata sull’aspetto umano, ovvero sulla detenzione degli attivisti, di cui sono state raccontate storie e imprese. Una descrizione “minimalista”, che però, proprio perchè tale, non è riuscita a collocare l’azione all’interno del più ampio contesto economico e militare che oggi è l’Artico. Continua a leggere

“Diplomatico russo picchiato dalla polizia olandese”, tensione tra Mosca e L’Aja

E’ altissima la tensione tra la Russia e l’Olanda, dopo che il consigliere diplomatico dell’ Ambasciata russa all’Aja, Dmitrij Borodin, ha dichiarato di essere stato fermato e malmenato da agenti della polizia olandese. Mosca ha chiesto immediate spiegazioni all’ambasciatore olandese Van Dartel, riservandosi di adottare adeguate ritorsioni nei confronti dell’Olanda: il Ministero degli Esteri accusa infatti gli agenti olandesi di aver violato la Convenzione di Vienna del 1961, che proibisce qualsiasi operazione di polizia nei confronti della dimora di un diplomatico. Stando a quanto riferito da Borodin, sabato scorso invece alcuni poliziotti avrebbero fatto irruzione nella sua abitazione privata “senza motivo”, mentre per la polizia dell’Aja sarebbero “intervenuti su segnalazione dei vicini che hanno denunciato una serie di violenze domestiche”. Continua a leggere